E’ iniziata la lotta popolare contro il Biodigestore in località Ponteselice

E’ iniziata la lotta popolare contro il Biodigestore in località Ponteselice

mag 13, 2017

Non è iniziata secondo il migliore degli auspici la lotta dei cittadini contro la paventata  localizzazione di un Biodigestore in zona “Ponteselice”, a confine tra i comuni di Caserta, Casagiove e Recale

Sono stati infatti solo circa 200 coloro che hanno partecipato al primo corteo che si è snodato tra le pricipali strade del capoluogo per contrastare la realizzazione di un impianto per il trattamento della frazione organica dei rifiuti (cioè dell’umido) in un’area industriale che dista meno di un chilometro dalla Reggia di Caserta.

Eppure avevano annunciato la loro partecipazione ben tre sindaci (Roberto Corsale di Casagiove, Patrizia Vestini di Recale e Vito Marotta di San Nicola la Strada), numerose associazioni e comitati, ambientalisti e centri sociali.

Mais ce n’est qu’un début” (Ma non è che un inizio) urlavano gli studenti francesi a Parigi prima che scoppiasse il ’68 in Francia. E, siccome la questione è fin troppo delicata e “sentita” dalla popolazioni locali, è lecito ipotizzare che le proteste non abbiano fine dopo questa prima manifestazione. .

Il problema è che ogni volta che a Caserta e dintorni si discute a livello politico-amministrativo del “ciclo rifiuti”  e del suo completamento con la realizzazione degli impianti occorrenti, si finisce sempre per ipotizzare l’utilizzo di aree come Lo Uttaro e Ponteselice che non sono certo idonee e che  devono essere bonificate.

Anche la Chiesa locale non è inerte sull’ipotesi di realizzare un impiato in una zona densamente popolata. Il Direttore dell’Ufficio per i problemi sociali della Diocesi, Don Gianmichele Marotta, ha inviato un documento a sua firma al Sindaco di Caserta Marino per invitarlo a “riconsiderare la localizzazione dell’impianto” ed a realizzare sul tema un tavolo di confronto e discussione con i cittadini.

Ma lo stesso Carlo Marino sta invece pigiando “sull’’accelleratore” perché ha già incaricato una societa (Athena) affinché, al costo di 40mila euro, realizzazione nel più breve tempo possibile uno studio di fattibilità che dovrebbe attestare o meno l’idoneità del sito di Ponteselice e, nel caso “positivo”, che tipo di impianto possa essere lì realizzato.

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