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Biodigestore a Ponteselice e gara per raccolta rifiuti: perquisite casa, studio e sede comunale del Sindaco Carlo Marino

I carabinieri del NOE di Roma, su disposizione della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) di Napoli che sta eseguendo una indagine sul settore dei rifiuti, hanno effettuato questo martedì una perquisizione dell’abitazione privata e dello studio professionale del sindaco di Caserta, l’avv. Carlo Marino, che, da meno di un mese, ricopre anche il ruolo di presidente dell’Ato (Ambito Territoriale Ottimale) Rifiuti provinciale.

In contemporanea a questa operazione, iniziata alle ore 07.00, è stata effettuata anche una accurata perquisizione presso la sede municipale in piazza Vanvitelli, durata oltre cinque ore.

Perquisiti anche gli uffici dell’ex dirigente Marcello Iovino, oggi consulente del Comune, e del dirigente del settore ambiente Giuseppe D’Auria (ove i militari hanno acquisito,  per un altro filone di indagine, anche la documentazione relativa all’installazione delle casette dell’acqua).

( Marcello Iovino – Carlo Marino )

Impiegati per la riuscita delle operazioni oltre trenta uomini con l’ausilio anche di esperti informatici, i militari hanno sequestrato hard-disk, computer e tutta la documentazione riguardante la gara d’appalto della raccolta dei rifiuti solidi urbani nonché tutti gli atti e le delibere relative all’impianto per il trattamento dei rifiuti umidi (l’oramai famoso “biodigestore”) che dovrebbe sorgere in località Ponteselice nella zona ASI, a meno di un chilometro dalla Reggia di Caserta.

Sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti è terminata la gara d’appalto per la raccolta dei rifiuti solidi urbani nel capoluogo che è stata indetta in ritardo di qualche mese rispetto alla scadenza del precedente appalto (ed attualmente è ancora “in giacenza” presso l’Asmel, l’Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali che funge da centrale unica di committenza) per cui il Sindaco e la Giunta di Palazzo Castropignano hanno concesso una proroga, l’ennesima, al precedente gestore e cioè l’Ecocar.

A quanto è trapelato sembrerebbe che il reato contestato sia quello della “turbativa d’asta” nel contesto di “…traffici organizzati di rifiuti, realizzati nel quadro di una vasta e ramificata attività di illecito condizionamento delle funzioni pubbliche deputate alla gestione del ciclo dei rifiuti in Campania…” con la possibilità di un “…fraudolento condizionamento delle aggiudicazioni di appalti e delle scelte di pubblici amministratori e funzionari, di soggetti d’impresa e di interessi della criminalità organizzata”.

Il tutto all’interno di una più vasta indagine effettuata dalla procura della Repubblica di Napoli e che riguarda, oltre al comune di Caserta, anche quelli di Aversa, Recale, Sant’Arpino e tre Comuni del Napoletano e cioè Cardito, Casandrino e Casalnuovo.

Gli inquirenti stanno infatti indagando su larga scala sul possibile condizionamento degli appalti e della infiltrazione negli stessi da parte della criminalità organizzata, ponendo particolare attenzione sulle società in house “Campania Ambiente e Servizi” Spa (che fa capo alla Regione Campania) e la “Sapna” (che fa capo invece alla Città Metropolitana).

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