Provincia di Caserta Sindacato

CGIL-CISL e UIL: il Governo deve farsi promotore del “Piano Lavoro per Caserta”.

Negli ultimi 4 anni 12mila giovani hanno lasciato la provincia di Caserta.

Scatta ora il “Piano Lavoro per Caserta” con una delegazione di Cgil, Cisl e Uil provinciali che si sono recate a Roma per istituire con il Governo una apposita task force.

I sindacati casertani avevano già incontrato il Ministro Luigi Di Maio lo scorso novembre, invitando il ministero ad avviare un discorso funzionale sul territorio di Caserta.

Un nuovo sollecito all’inizio di questo gennaio ha  consentito l’incontro col Governo nel quale i Segretari Provinciali Matteo Coppola, Giovanni Letizia e Antonio Farinari  hanno  incontrato, insieme ad una delegazione di lavoratori del Bacino di Crisi, il parlamentare Cinque Stelle Giuseppe Buompane (eletto a Caserta) e il consigliere economico del ministro, Francesco Vanin, affinchè possa essere definitivamente istituito un tavolo interforze per la provincia di Caserta.

C’è un solo grande tema – riferiscono i segretari – ed è quello del LAVORO. Abbiamo riferito al parlamentare di casa nostra che urge, per la questione casertana, fare azione di sistema al più presto, che il governo si faccia promotore di un tavolo per Caserta con la Regione Campania, con la Provincia di Caserta, con Confindustria, ASI, Confapi e con gli enti locali, prevalentemente quelli dentro i quali insistono distretti industriali o aree vocate a produzioni  industriali.

Insistiamo – hanno sottolineato i sindacati confederali – sulle peculiarità di Terra di Lavoro ricordando che questo territorio possiede l’Asi più grande del Mezzogiorno, abbiamo istituito le Zes (Zone Economiche Speciali, ulteriore volano) per cui tra l’altro siamo ancora in attesa del decreto di semplificazione da parte del Governo che potrebbe far si che quelle zone diventino attrattive d’investimenti, favorendo processi d’insediamento e collateralmente di crescita, sul piano economico ed occupazionale.

Negli ultimi quattro anni, vogliamo ricordare qualche numero che fa paura, circa 12 mila giovani hanno lasciato il territorio e sono 12 mila menti, 12 mila forze lavoro, 12 mila potenziali produttori di economia sana.

Stiamo per approntare sulla provincia di Caserta un discorso con il Governo che non è mai stato avviato con nessun territorio e incalzeremo per la creazione di un piano che coinvolga tutte le parti in essere per riportare investimenti nella nostra terra, per rimettere a regime virtualità inespresse o rimaste in sospeso.

Il lavoro – hanno concluso – crea dignità, identità, crescita, costruzione e fronteggia i fenomeni malavitosi. L’appello di Cgil, Cisl e Uil Caserta, in accordo con le Unioni regionali, al Governo e al parlamentare casertano è di aprire a breve questo confronto necessario per riscattare Terra di Lavoro affinché all’interno della provincia si inneschi quel meccanismo fruttuoso che poi farà bene a tutta la Regione, insieme a Parti Sociali, Confindustria ed Enti Locali: la grande sfida è rimettere a sistema tutte le potenzialità di un territorio ricco di storia”.

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