Approfondimento Caserta Cultura

L’Archivio di Stato di Caserta “sta morendo”: lettera-appello del Comitato “Pro Archivio” al Ministro dei Beni Culturali

L’Archivio di Stato di Caserta versa in più che disperate condizioni.

Si può scrivere, ahinoi senza tema di smentita!, che purtroppo “non esiste più” in quanto non può più svolgere la propria importante funzione sociale, culturale e storica non potendo essere più consultato.

In altre parole, la città di Caserta e la sua collettività hanno di fatto quasi irrimediabilmente perso un’altra “gemma“, impoverendo sempre più la ricchezza comune.

Da qui la lettera di appello (a cui, come Radio PRIMARETE, emittente locale rappresentativa dei “casertani sparsi nel mondo”, forniamo la nostra convinta ed attiva adesione) per salvare l’Archivio di Stato di Caserta, inviata all’attuale Ministro per i Beni Culturali ed al Presidente del Consiglio, da don Nicola Lombardi a nome del Comitato “Pro Archivio di Stato di Caserta”, il cui testo integrale è il seguente:

Alla c. a.

On. Alberto Bonisoli – Ministro Beni e Attività Culturali

e p. c. 

  • On. Giuseppe Conte – Presidente del Consiglio
  • On. Luigi Di Maio – VicePresidente Consiglio
  • S. E. Raffaele Ruberto – Prefetto di Caserta

Oggetto: Peggioramento della situazione dell’Archivio di Stato di Caserta e proposte risolutive.

Egregio Signor Ministro,

il Comitato “Pro Archivio di Stato di Caserta”, da diversi anni impegnato a promuovere e a valorizzare l’Archivio di Stato di Caserta (ASCe), con la presente, le comunica, in via formale e ufficiale, che la situazione del suddetto ASCe è, in questi mesi, ulteriormente peggiorata.

Altro che cambiamento!

Sembra assurdo, ma ci duole informarla che questo deplorevole peggioramento è avvenuto da quando lei si è insediato al Ministero per i Beni Culturali (MiBAC).

L’aver dato fiducia all’allora direttore generale degli archivi, il dott. Gino Famiglietti, e alle sue improvvide scelte, e non al nostro Comitato con le ripetute e sensate proposte, si è rivelata una scelta, a dir poco, deleteria per il presente e il futuro del nostro ASCe.

Sebbene lei, Signor Ministro, sia stato informato ripetutamente dal suddetto Comitato sulla involuzione della situazione, tramite tre missive (23.07.2018, 24.09.2018 e 16.10.2018) alle quali, purtroppo non ha dato mai riscontro alcuno, permane tuttavia in diversi membri il dubbio che  lei non abbia letto le nostre comunicazioni o, se le ha lette, non si sia reso ancora conto della catastrofica situazione dell’ASCe.

Con la presente le reiteriamo le nostre fondate e verificabili informazioni sullo status quo dell’ASCe e ci permettiamo di suggerirle qualche proposta risolutiva.

Siamo animati ancora dalla speranza che vengano vinte, finalmente, le manifeste incompetenze e le nefaste inerzie dei burocrati dei vari organismi statali responsabili, a vario titolo, della vergognosa situazione e che l’annosa questione si risolva mediante un suo deciso e autorevole intervento.

  1. Status quo dell’ASCe

Signor Ministro,

  • Lei sa che, contrariamente a quanto è stato affermato dal Comunicato del MiBAC, pubblicato in data 20.10.2018, sul sito ufficiale del suo ministero, la problematica dell’ASCe non è stata affatto risolta dalla Direzione Generale degli Archivi (DGA), anzi quest’ultima l’ha ulteriormente complicata (https://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sitoMiBAC/Contenuti/MibacUnif/Comunicati/visuhtml 686295807.html ).
  • Lei sa che l’ASCe, da unica sede funzionante, anche se in civili abitazioni in viale dei Bersaglieri a Caserta, è stato suddiviso dalla DGA in 4 sedi, non funzionanti, di cui due sono demaniali (1. Reggia Vanvitelliana, dal 2017, dove sono presenti solo gli uffici e pochi ml di documenti e non vi è nemmeno una Sala studio; 2. Archivio di Stato di Benevento, da ottobre 2018, dove è conservato il patrimonio librario dell’ASCe); e altre due sono sedi private (3. Civili abitazioni, dal 1972, – piano interrato e piano terra – in Viale dei Bersaglieri, dove è conservato la maggior parte del patrimonio archivistico dell’ASCe; 4. “Struttura” di Italarchivi, da ottobre 2018, in Pastorano, in provincia di Caserta, dove è stato trasferito una minima parte del materiale depositato in Viale dei Bersaglieri)?
  • Lei sa che, da ottobre 2018 ad oggi, a causa di scelte deleterie da parte della DGA, nelle suddette sedi i ricercatori e i singoli cittadini non possono consultare il materiale archivistico e i diversi dipendenti dell’ASCe non sono messi in grado di espletare le loro mansioni?
  • Lei sa che per la “Reggia di Caserta”, sede ASCe secondo il “Piano Soragni”, legge dello Stato, dopo più di 3 anni dall’assegnazione di quegli spazi e di fondi stanziati per circa 2 milioni di euro, non sono stati realizzati i lavori di adeguamento previsti, manca sia un reale progetto sia, quindi, un cronoprogramma?
  • Lei sa che, dopo tre anni dall’assegnazione degli spazi nella Reggia Vanvitelliana, sono stati affidati, a fine novembre 2018, lavori, per importo pari a 250.000,00 euro, per non meglio identificati interventi di “allestimenti provvisori”, alla Reggia di Caserta, la cui consegna dovrebbe avvenire, addirittura, fra 15 giorni (!!!)?
  • Lei sa che la sede in Viale dei Bersaglieri è stata resa inutilizzabile dalla DGA in quanto il primo piano, che era adibito a sala studio, a uffici e a biblioteca, è stato fatto liberare per il trasferimento alla Reggia senza accertarsi dei reali tempi necessari al passaggio anche di tutto il patrimonio archivistico negli spazi assegnati in Reggia?
  • Lei sa che per quegli spazi liberati sarà ancora corrisposto il canone di locazione completo alla proprietà, pari a 150.000 euro, anche dopo la liberazione del primo piano? (Cf per l’annualità 2017 il Decreto ingiuntivo Cirillo a cui la DGA non ha fatto opposizione)
  • Lei sa che, nonostante le reiterate segnalazioni da parte della direttrice Grillo alla DGA relativamente alle criticità della sede di viale dei Bersaglieri, il DGA anziché intervenire in merito ha ritenuto di avocare a sé le funzioni determinando il peggioramento di cui in oggetto?
  • Lei sa che nel deposito (piano rialzato e seminterrato) in Viale dei Bersaglieri sono state artatamente fatte ostruire le vie di fuga con scaffalature e testi e il patrimonio librario dell’ASCe è stato trasferito, nell’ottobre 2018, all’Archivio di Stato di Benevento, mediante assegnazione a una ditta traslochi per 4.800,00 euro, libri che restano lì imballati e depositati senza possibilità di essere consultati? (cf Determina DGA del 09.10.2018)
  • Lei sa che l’autorevole intervento del DGA ha prodotto dapprima un bando per l’outsourcing, cui invece ha poi fatto seguito un affidamento diretto alla Ditta “Italarchivi”, con sede in Pastorano in provincia di Caserta, unicamente per il trasferimento e il deposito dei documenti con due diversi affidamenti diretti , entrambi entro la soglia dei 40.000 euro, per circa 65.000 euro, – contrariamente a quanto concordato con il Comitato, nella riunione di luglio 2018 a Roma, ovvero di far nominare un commissario ad acta e di dare subito avvio ai lavori alla Reggia, secondo quanto stabilito dalla legge? (Cf Determine DGA prot. 1753 e 1754 del 18.10.2018)
  • Lei sa che il trasferimento, tra l’altro non riuscito, del materiale archivistico depositato in viale dei Bersaglieri alla sede “Italarchivi”, è stato deliberato in quanto la DGA volutamente non ha prodotto entro 90 giorni dalla notifica del Verbale del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, l’acquisizione della “Valutazione favorevole sul progetto di prevenzione incendi per locali adibiti ad archivi di materiale cartaceo e presentazione della SCIA antincendio, art. 4 del Dpr 151/2011”? (cf Diffida comunale n. 25125 del 06.03.2018)
  • Lei sa che, in ogni caso, la dichiarata consultazione degli atti trasferiti a Pastorano, non avrebbe mai potuto aver luogo, in mancanza del contratto di outsourcing? (cf Determina DGA del 18.10.2018)
  • Lei sa che il contratto di deposito della durata 6 mesi con la Italarchivi, euro 35.000, dovrà essere sicuramente rinnovato, e chissà per quanti anni ancora, in quanto nessuna delle sedi demaniali è pronta a ricevere il materiale archivistico?

Signor Ministro, noi non sappiamo se lei fosse a conoscenza di quanto ora le abbiamo comunicato.

Se sapeva e non ha agito, lei è responsabile più di tutti di questa annosa situazione: ha permesso non solo la chiusura dell’ASCe e la sua dispersione sul territorio, ma anche uno spreco enorme di denaro pubblico e ritardi sine die.

Se non era a conoscenza dei “misfatti” della DGA, ora, con la nostra missiva, riteniamo che lei si possa ritenere debitamente informato. Non può più, pertanto, ritardare nel prendere decisioni urgenti e provvedimenti seri per la risoluzione della problematica e restituire all’intera provincia di “Terra di Lavoro” un funzionante e dignitoso Archivio di Stato.

  1. Proposte risolutive

Le rinnoviamo la proposta di nominare un commissario ad acta che dipani questa scandalosa situazione prendendo tempestivamente le doverose decisioni in particolare relativamente alla tipologia e soprattutto alla tempistica dei lavori necessari per utilizzare gli spazi ex aereonautica nella Reggia di Caserta (cf Piano commissariale Soragni, Legge n.106 del 29.07.2014).

Un commissario che si interfacci, inoltre, con la cittadinanza e la informi, contrariamente a quanto attualmente avviene, sulla reale situazione dell’ASCe, sulla responsabilità dei procedimenti, la tempistica dei lavori e il denaro pubblico impiegato. Per noi la persona ideale che potrebbe svolgere questo ruolo, con scienza e coscienza, è la dott.ssa Luigia Grillo, già direttore dell’ASCe che con senso del dovere e con impegno ha lavorato, con trasparenza, in attuazione delle disposizioni di legge di tutela del patrimonio archivistico e dei suoi utenti.

In più le chiediamo di prendere in seria considerazione l’eventualità di rendere nuovamente funzionante la sede presso le civili abitazioni in viale dei Bersaglieri, rimovendo le criticità e rinnovando i permessi. Struttura per la quale il MiBAC paga regolarmente il fitto e il cui contratto non è stato mai disdetto. Fino al 2017 la suddetta sede ha svolto egregiamente la sua funzione.

  1. Invito personale

Signor Ministro, la invitiamo a venire a Caserta. Non ricusi il nostro caloroso invito. Se da un lato saremmo ben lieti di accompagnarla presso le diverse sedi chiuse dell’ASCe, d’altro canto non potrà non ascoltare il nostro profondo rammarico, in qualità di cittadini, nel vedere inibita la “memoria” del nostro popolo e del nostro territorio.

Le mostreremo, tra l’altro, l’Emiciclo della Reggia, sede assegnata nel 1995 e da allora in perenne fase di ristrutturazione, con stanziamenti fondi pari a 30 milioni di euro. Ristrutturazione che, annunci dopo annunci, non si sa mai con certezza quando finirà! Vorremmo mostrarle anche l’Archivio storico della Reggia di Caserta che attende, per legge dello Stato, che rientri tra le competenze dell’ASCe.

  1. Appello ai cittadini

Signor Ministro, dopo 4 anni di impegno e di lotta, il Comitato è costretto a registrare, purtroppo, un peggioramento della situazione dell’ASCe. Non possiamo non informare dovutamente la cittadinanza sulla realtà dei fatti: l’ASCe non è affatto funzionante e in più constatiamo un incremento di spreco di denaro pubblico con un danno erariale enorme.

Chi “pagherà” per tutto questo? Ci sarà un responsabile di queste sciagurate scelte economiche e gestionali? Al presente, di sicuro, sono, ancora una volta, sempre e soltanto i cittadini a pagare in termini sia di dispendio di risorse statali sia di mancato servizio al pubblico.

Speriamo che anche la Procura della Repubblica e la Corte dei Conti possano intervenire per far luce sulle responsabilità di chi ha gestito in modo biasimevole i beni dello Stato, i beni comuni.

Non le nascondiamo che stiamo valutando la possibilità di intraprendere, come Comitato, anche vie legali.

Ci sconcerta il silenzio di tutte le forze politiche sia quelle governative, tanto impegnate una volta, quando erano all’opposizione, sia quelle che si configurano nell’attuale opposizione.

Dalla prima lettera del Comitato (09.02.2015), indirizzata all’allora ministro Franceschini e sottoscritta da oltre un migliaio circa tra persone ed enti, con la quale chiedevamo una sede dignitosa per il nostro ASCe, ci ritroviamo, ora, a dover reiterare l’invito ai singoli cittadini e alle istituzioni a sottoscrivere un nuovo appello ed a rivolgerci ai media nazionale questa volta per salvare l’ASCe. A breve le giungeranno anche le sottoscrizioni.

Rimaniamo in attesa fiduciosa di un riscontro alla presente”.

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