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Caserta sempre più “nella munnezza”: la giunta Marino approva la delibera attuativa del biodigestore a Ponteselice, a vista della Reggia …ed “a naso”!

La “riconversione ad U” della Giunta comunale di Caserta sulla questione “biodigestore” continua a far discutere, suscitando sempre più incredulità e critiche nelle collettività interessate, da Caserta a San Nicola la Strada, da Casagiove a Recale e Capodrise.

Il rischio di perdere il finanziamento regionale di 26 milioni ha infatti spinto la giunta Marino a ritornare frettolosamente sui propri passi, abbandonando definitivamente l’ipotesi di localizzazione in località “Mastellone” a ridosso dei Ponti della Valle (dopo aver dilapidato oltre 40mila euro di soldi pubblici per un inutile studio di fattibilità) per riabbracciare la scelta iniziale di Ponteselice.

E, dopo un ripensamento di appena 48h, l’approvata delibera di Giunta – che è immediatamente esecutiva – ha ricevuto i voti favorevoli di tutti i componenti, persino del neo assessore Adele Vairo che, fino a quando apparteneva a Forza Italia (…e formalmente appartiene ancora, visto che non ha rassegnato le proprie dimissioni dal partito berlusconiano, né è stata espulsa dopo il suo arrivo nella giunta Marino!), non ha mancato alcuna occasione per manifestare pubblicamente la sua opposizione alla realizzazione dell’impianto, un’opposizione che, alla prova dei fatti, si è mostrata in piena evidenza né ferma, né decisa, né intransigente, tutt’altro…!

Approvato quindi il progetto redatto dalla Rti Tecnosistem di Napoli – che si era aggiudicata la gara espletata dall’Asmel – con la “benedizione” della giunta regionale che non ha mancato di tranquillizzare il sindaco Carlo Marino che, per la realizzazione fattiva, ha chiesto un “ritocchino” di ulteriori 16 milioni e mezzo di euro rispetto ai 26 già stanziati.

A tal proposito infatti nell’atto deliberativo della giunta si legge: “La somma maggiore è dovuta in parte alla necessità di opere di mitigazione ambientale considerato il posizionamento dell’intervento attiguo a zona sottoposta a vincolo ambientale ed a vincolo paesaggistico ed in parte ad opere complementari all’impianto stesso (distributore di GPL, centro congressi, centro didattico – museale, centro formativo, ecc)“.

Per questo si è deciso di procedere, in accordo con gli organi preposti della Regione, di realizzare l’intervento in due stralci funzionali: uno da 19 milioni e mezzo, come da finanziamento approvato; il secondo da 16 milioni e 413mila euro “per i quali chiedere ulteriore finanziamento“.

Sarà così realizzato l’impianto di compostaggio con recupero di biometano da 40.000 t/anno nell’area ASI in località Ponteselice al viale Enrico Mattei, a “vista” ed a ridosso in linea d’aria con la Reggia di Caserta ed attiguo a ben 4 città.

Un obbrobrio ambientale, estremamente impattante, che avrà inevitabili ripercussioni negative su un’area densamente popolata e che, data l’ampiezza, finirà sicuramente per “accogliere” i rifiuti umidi di tanti altri comuni della Regione Campania.

Ma, a differenza della “munnezza“, pecunia non olet…

 

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