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Legambiente: resi noti i risultati delle analisi microbiologiche delle acque dei laghi “Patria” e “Matese”

Sono stati sei i punti monitorati dalla “Goletta dei Laghi” nelle acque dei Laghi Patria e Matese: precisamente i volontari di Legambiente hanno effettuato quattro prelievi sul Matese e, per la prima volta, due prelievi sul Lago Patria.

Tutti risultano entro i limiti di legge, come già accaduto per il Lago Matese l’anno passato.

È questa, in sintesi, la fotografia scattata nella tappa Campana lungo le sponde dei due laghi da “Goletta dei Laghi“, la campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute dei bacini lacustri italiani.

Nel mirino c’è sempre l’inquinamento microbiologico, causato da cattiva depurazione o scarichi illegali.

A parlarne, nel corso di una conferenza stampa tenuta stamane sulle sponde del Lago, a San Gregorio Matese, Francesca Ferro, Direttrice Legambiente Campania, Sara Montoro, Circolo Legambiente Matese, ed Antonio Nicoletti, Responsabile Aree Protette Legambiente.

I dati positivi che provengono dall’analisi dei due laghi monitorati quest’anno in Campania – dichiara Francesca Ferro, Direttrice di Legambiente –  ci confortano sicuramente e ci spingono a proseguire ed intensificare,  insieme con tutti gli attori dei territori,  il lavoro di tutela e cura delle nostre preziose ricchezze naturali, ricorrendo sempre di più all’utilizzo di strumenti come i contratti di lago, disciplinati dalla legge regionale 5/2019, che attraverso la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini e di tutti i soggetti portatori di interesse perseguono la tutela e la riqualificazione ambientale dei nostri corpi idrici”.

( Lago del Matese )

Nel rispetto delle restrizioni per il distanziamento fisico imposte dalla pandemia, la 15esima edizione di “Goletta dei Laghi” quest’anno sta vivendo di una formula inedita all’insegna della partecipazione attiva dei cittadini, con più spazio a citizen science e territorialità.

Partner di “Goletta dei Laghi2020 sono CONOU, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati, e Novamont, azienda leader a livello internazionale nel settore delle bioplastiche e dei biochemicals. Media partner della campagna è invece La Nuova ecologia

È bene ricordare che il monitoraggio di Legambiente non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, ma punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi per porre rimedio all’inquinamento dei nostri laghi, prendendo prevalentemente in considerazione i punti scelti in base al “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni dei circoli di Legambiente e degli stessi cittadini attraverso il servizio SOS Goletta.

Foci di fiumi e torrenti, scarichi e piccoli canali che spesso troviamo lungo le sponde dei nostri laghi, rappresentano i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta alla insufficiente depurazione dei reflui urbani o agli scarichi illegali che, attraverso i corsi d’acqua, arrivano nei bacini lacustri. Il monitoraggio delle acque in questo lago è stato eseguito lo scorso 7 luglio sul Patria ed il 9 sul Matese dai volontari dell’associazione.

I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo.

Per quanto riguarda il lago Patria, i punti monitorati sono entrambi nel Comune di Giugliano in prossimità dello sbocco del canale dell’Idrovora e presso il Canale Vico Patri.

Sul Matese i punti monitorati sono gli stessi campionati per la prima volta nel 2019, sulla sponda Sud, a centro lago, sulla sponda Nord e sulla sponda Nord-Est, nel Comune di San Gregorio Matese.

I prelievi e le analisi di “Goletta dei Laghi” vengono eseguiti da tecnici e volontari di Legambiente.

I campioni vengono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero fino al momento dell’analisi, che avviene lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo presso laboratori certificati individuati dall’associazione sul territorio.

Il Matese continua a perdere opportunità perché non è ancora Parco nazionale e anche quest’anno non può partecipare al bando Parchi per il Clima del Ministero dell’Ambiente che stanzia 100milioni di euro, destinando tra i 3,5 ed i 5,5 milioni di euro per ogni Parco nazionale: chiediamo al Ministro Costa – ha affermato Antonio Nicoletti, Responsabile Aree Protette Legambiente – di portare la sua proposta di perimetrazione, zonazione e le misure provvisorie di salvaguardia alla discussione presso la Conferenza unificata Stato-città-enti locali che rappresenta la sede tecnica e politica dove diradare le nebbie e le ambiguità politiche, e dove risolvere le questioni tecniche e di merito eventualmente proposte dalle parti interessate”.

patria_matese.png
LEGENDA
Facendo riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) i giudizi si esprimono sulla base dello schema seguente:
INQUINATO: Enterococchi Intestinali maggiore di 500 UFC/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 1000 UFC/100ml
FORTEMENTE INQUINATO: Enterococchi Intestinali maggiore di 1000 UFC/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 2000 UFC/100ml

Anche per l’edizione 2020 il CONOU, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati, affianca, in qualità di partner principale, le campagne estive di Legambiente, “Goletta dei Laghi” e “Goletta Verde“. L’olio minerale usato è un rifiuto pericoloso che, se smaltito impropriamente, può determinare gravi effetti inquinanti. Se gestito e rigenerato correttamente, può divenire una risorsa preziosa che torna a nuova vita sotto forma di basi lubrificanti.

Preservare l’integrità degli ecosistemi acquatici – ha dichiarato Paolo Tomasi, Presidente del CONOU – è un obiettivo centrale per il CONOU, impegnato da 36 anni ad evitare che un rifiuto pericoloso come l’olio lubrificante usato possa danneggiare i nostri mari e laghi. Basti pensare che, dall’inizio della sua attività, il Consorzio ha salvato dall’inquinamento una superficie grande due volte il mar Mediterraneo.

La tappa sui laghi Patria e Matese di “Goletta dei Laghi” è l’occasione anche per presentare i dati relativi al monitoraggio della presenza di microplastiche nelle acque dei laghi, realizzato anche nell’edizione 2019 grazie alla collaborazione con ENEA e IRSA/CNR.

( Lago Patria )

Nel lago del Matese è stato prelevato un campione. La quantità di microplastiche rilevata è pari a 14.361 particelle per chilometro quadrato di superficie.

Queste piccolissime particelle inferiori a 5 mm finiscono nelle acque interne anche a causa dei comportamenti quotidiani: tessuti sintetici che rilasciano microfibre (fino ad un milione e mezzo per un normale lavaggio in lavatrice), cosmetici, rifiuti plastici abbandonati o non smaltiti correttamente costituiscono assieme alle microplastiche derivanti dall’attrito tra pneumatici ed asfalto, le principali fonti del problema.

E allora, come sempre, con qualche attenzione in più ogni singolo cittadino può fare la sua parte per limitare i danni.

Gli impatti sull’ambiente sono rilevanti: le microplastiche raggiungono l’ambiente attraverso le acque di scarico domestiche e industriali, il dilavamento, il deflusso superficiale, le deposizioni atmosferiche e la frammentazione di rifiuti più grandi.

Si tratta di un inquinante complesso, fatto di materiali che possono variare in composizione chimica, forma, struttura e dimensione, e che non fanno bene all’ambiente.

Da segnalare infine che tre laghi – Garda, Trasimeno e Bracciano – saranno al centro del progetto Blue Lakes che ha l’obiettivo di prevenire e ridurre l’inquinamento da microplastiche nei laghi, coinvolgendo partner scientifici, associazioni, autorità competenti e istituzioni.

Il partenariato è coordinato da Legambiente e completato da Arpa Umbria, Autorità di Bacino dell’Appennino Centrale, Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), Università Politecnica delle Marche, Global Nature Fund e Fondazione Internazionale del Lago di Costanza in Germania.

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