Cronaca Eventi Marcianise

Protesta nazionale dei centri commerciali: adesione anche degli oltre 180 operatori del “Campania” di Marcianise

Anche il Centro Commerciale Campania di Marcianise, del Gruppo Klépierre, ha aderito questo martedì mattina alla protesta per chiedere la riapertura immediata nei weekend.

Alle ore 11.00 le serrande dei negozi si sono abbassate per 15 minuti ed anche i bar, che non sono dotati di saracinesche, hanno spento le luci e si sono uniti alla protesta pacifica.

L’iniziativa infatti, che sul territorio italiano ha coinvolto 30.000 negozi e supermercati e che è stata promossa dalle associazioni del commercio ANCD-Conad, Confcommercio, Confesercenti, Confimprese, CNCC–Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali e Federdistribuzione, è stata intrapresa per richiedere l’immediata revoca delle misure restrittive che, da oltre 6 mesi, impongono la chiusura dei negozi nei giorni festivi e prefestivi.

Le Associazioni del commercio vogliono dare voce ai 780.000 lavoratori delle 1.300 strutture commerciali integrate presenti su tutto il territorio nazionale, che vivono da oltre un anno in un clima di forte incertezza, aggravato dalle stringenti misure con cui il Governo impedisce a migliaia di attività commerciali di lavorare nel week-end, ovvero nei giorni più importanti della settimana in termini di ricavi e fatturato.

Nel Centro Commerciale Campania– spiega il direttore della struttura Gianluca Galvanivi sono oltre 180 negozi, una risorsa fondamentale per il territorio in termini economici e occupazionali sia diretti che dei servizi del Centro, ma anche un importante indotto. Molti dei nostri imprenditori sono nella maggiore parte locali, con piccole e medie aziende che tra mille difficoltà stanno cercando di sopravvivere salvaguardando l’occupazione. Negli anni il Centro è diventato un punto di riferimento non solo per il settore economico, ma anche per tutte le attività sociali e ludiche che porta avanti con dedizione ed al servizio dell’utenza. La chiusura nel week end mette in difficoltà non solo gli operatori, ma anche l’indotto. In termini di fatturato – aggiunge – è evidente che la chiusura dei festivi e prefestivi penalizza queste imprese che, dopo oltre un anno di emergenza Covid, potrebbero altrimenti risollevarsi. Oltretutto abbiamo degli standard di sicurezza molto rigidi per contrastare il contagio, pulizia continua di tutti i locali, aerazione, disinfettazione, controllo della temperatura. I nostri negozianti hanno aderito alla protesta che vuole essere anche un grido d’allarme da parte di tutta la categoria”.

Con spirito unitario eleviamo il nostro grido di dolore – spiega Claudio Grillo, imprenditore e proprietario di un negozio nel Centro Campania – con la dignità di chi lavora, dà lavoro e contribuisce alla crescita e alla sicurezza del Paese. A nome degli esercenti del Campania auspico che immediatamente siano riviste le restrizioni per i centri commerciali e sia restituita a tutti noi la capacità di produrre ed onorare gli impegni. Riapriamo nei weekend e nei festivi. Siamo pronti ad ospitare gli utenti in grande sicurezza”.

Proprio in tema di sicurezza, la manifestazione è volta anche a ribadire che, sin dall’inizio della pandemia, i centri, i parchi e le gallerie commerciali hanno adottato protocolli rigorosi, garantendo che al loro interno non si registrasse alcun caso di focolaio.

Le Associazioni del commercio coinvolte auspicano di poter avere dalle Istituzioni risposte certe e tempestive per rimettere in moto un comparto tra i più danneggiati dalla crisi, che continua a operare solo parzialmente e senza una chiara prospettiva di ripresa.

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