La Whirpool non recede dalla sua intenzione di chiudere lo stabilimento di Carinaro. I vertici dell’azienda hanno fatto sapere che proprio gli operai casertani non collimano con la tenuta del nuovo piano industriale. Per questo per l’azienda è impossibile sostenere investimenti duraturi in Italia senza prevedere tagli di impianti, risorse e personale.
Motivazioni incredibili a sostegno di una posizione intransigente che hanno contribuito ad aumentare vertiginosamente l’indignazione dei lavoratori casertani e delle RSU.
Così circa 400 lavoratori hanno bloccato questo mercoledì l’autostrada Napoli-Roma all’altezza di Caserta Sud, in entrambe le carreggiate. Traffico paralizzato e code lunghissime. Il blocco è stato tolto intorno alle ore 11 grazie alla mediazione del Prefetto di Caserta Francesco Messina che ha convocato anche un vertice, accolto favorevolmente dal segretario generale Uilm Campania, Giovanni Sgambati: “Era del tutto prevedibile una escalation della protesta. Purtroppo la direzione della Whirlpool non cambia idea. A noi non resta che mettere in campo tutte le iniziative di lotta e stare con i lavoratori per far sì che Carinaro non chiuda. In Prefettura ribadiremo la necessità che il Governo convinca assolutamente la multinazionale a cambiare idea sulla chiusura di Carinaro”. Poco dopo anche l’altra carreggiata è stata liberata e i lavoratori hanno seguito il prefetto per l’incontro in Prefettura. Il traffico, che era completamente bloccato, è poi regolarmente ripreso. Nel corso della giornata un gruppo di lavoratori, che stava sfilando in corteo per le strade di Caserta, si è staccato dalla manifestazione dirigendosi alla stazione dove hanno occupato i binari, in seguito liberati. Gli altri lavoratori hanno continuato il corteo diretto alla Prefettura di Caserta con la paralisi veicolare di tutto il centro cittadino del capoluogo.
I sindacati non sembrano voler mollare, come chiarisce anche il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli: “Abbiamo dimostrato tutta la nostra disponibilità nell’articolare l’iniziativa di mobilitazione e gli scioperi. Abbiamo costruito un calendario di incontri affinché si ritrovassero punti di convergenza che portassero ad un intesa. Siamo stati chiari, non ci sono ragioni industriali serie per chiudere Carinaro. Della ‘disponibilità a non considerare pregiudiziali tutti i punti del piano’ ancora non abbiamo riscontri. Gli inviti alla riflessione, come quello proposto dalla Guidi, son sempre utili, ritengo, tuttavia che il Governo debba restituire ai lavoratori l’impegno della Whirlpool a rispettare integralmente gli accordi, a partire da quello Indesit del 2013. Stiamo facendo di tutto per gestire la rabbia dei lavoratori che sta esplodendo e che deve trovare risposte in segni tangibili di modifica del piano e, se non dovessero arrivare al più presto, richiamiamo il Presidente del Consiglio agli impegni presi con i lavoratori a Pompei il 18 aprile scorso sulla continuità industriale dello stabilimento Carinaro”.
Sulla vicenda, intanto, è intervenuto il governo, con una nota congiunta del ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi e del sottosegretario Teresa Bellanova: “Dal 27 aprile ad oggi il Governo ha convocato presso il Mise tre incontri con le parti coinvolte nella trattativa e il prossimo è già in calendario per venerdì 8 maggio.Incontri tecnici per un confronto di merito sul piano industriale. Presente su questo delicatissimo tavolo con la Ministra Federica Guidi e la Sottosegretaria Teresa Bellanova, il Governo ha chiesto all’azienda un’attenta revisione del piano industriale con la priorità della salvaguardia dei livelli occupazionali. Nel frattempo, e sin dalla prima riunione, ha vincolato l’azienda a non operare licenziamenti fino al 31 dicembre 2018″. Le esponenti dell’esecutivo concludono: ”Quella in corso è dunque una fase istruttoria e tecnica che come tutti sanno, è un momento dove gli equilibri corrono sul filo di lana. Per questo ognuna delle parti al tavolo è chiamata ad un alto senso di responsabilità avendo come obiettivo imprescindibile un esito positivo della trattativa. Un dato deve essere ben chiaro: su questo, come su altri tavoli, il Governo ce la metterà tutta”.
Vi è da aggiungere che tale dichiarazione governativa è stata accolta con grande scetticismo dai lavoratori che non sono più disposti a delegare a chicchessia la legittima difesa del proprio posto di lavoro.
Ci vorremmo meno parole, meno dichiarazioni roboanti e più fatti immediati, più interventi concreti in quanto rimane forte l’impressione a livello popolare che, da più parti, si stia “giocando” sulla pelle dei lavoratori!



