Caserta

Da Caserta una risposta di pace, dialogo e solidarietà contro il fanatismo omicida

E’ stato davvero un bel segnale quello che Caserta ha lanciato domenica sera in direzione di Parigi.

Una manifestazione spontanea che ha visto la partecipazione di più di 300 persone con la presenza di tanti cittadini insieme a rappresentanti istituzionali (numerosi i sindaci presenti come Vincenzo Guida, sindaco di Cesa, Rosa de Lucia, sindaco di Maddaloni, Raffaele Vitale, sindaco di Parete, Biagio di Muro, sindaco di Santa Maria Capua Vetere e l’ex sindaco di Alife Maddalena Di Muccio), partiti politici, associazioni (come Libera e Trenta Righe, l’associazione dei giornalisti casertani), sindacati (la CGIL – con il suo segretario provinciale Camilla Bernabei – e la Uil), l’associazione della Polizia di Stato di Santa Maria Capua Vetere.

Dinanzi alla  Reggia di Caserta una testimonianza di civile convivenza e di concreta solidarietà.

Tra la folla, si faceva notare lo striscione della comunità islamica di San Marcellino che, nel  condannare gli attacchi terroristici, ha sottolineato che “Islam è pace, convivenza, dialogo e conoscenza”.

Ne è nato un corteo spontaneo che, dalla Reggia attraverso il primo tratto di Corso Trieste, piazza Margherita  e via Mazzini, si poi concluso a Piazza Vanvitelli, colorando il “cuore” della città capoluogo.

Lì, dopo un munito di silenzio e di preghiera in memoria delle vittime della follia omicida del fanatismo terrorista, hanno preso la parola Gianni Solino, coordinatore provinciale di Libera Caserta, e l’Imam della moschea di San Marcellino, Nasser Hidouri.

Quarantatrenne di origine tunisina, Hidouri ha ricordato che i valori dell’Islam sono di unione e non di guerra e ha ribadito che il terrorismo “strumentalizza” il Corano laddove si afferma – falsamente! – che il testo sacro dei musulmani incoraggerebbe la guerra santa, ma in realtà, ­ sempre secondo l’Imam, direbbe solamente che non è sbagliato sacrificare la propria vita per proteggere quella di un’altra persona in pericolo.

L’Islam non è terrorismo. Il problema di cui parliamo non ha nulla a che vedere con l’Islam. E’ un problema economico, sociale e di ignoranza. Non trovo nell’Islam che ho studiato, nel Corano, tracce per dire a qualcuno vai a uccidere l’altro. L’Islam – ha detto l’Imam – è convivenza. Oggi veramente abbiamo bisogno di conoscerci, di aprire le porte delle nostre chiese, moschee, sinagoghe, delle università per dialogare insieme. Dobbiamo mangiare insieme, salutarci, abbracciarci e capire la cultura dell’altro. Così potremmo garantire un futuro sereno ai nostri figli. Dobbiamo evitare – ha proseguito –  che quello che è successo a Parigi accada anche qui. Mi dispiace per quelli che sono caduti uccidendo gli altri perchè la loro strada porta all’inferno, non in paradiso”.

Un messaggio di amore e pace quindi, e non di odio e guerra.

La soluzione, come ha sottolineato lo stesso Hidouri, è quindi nel dialogo ed è per questo che l’Imam ha esortato chiunque voglia fare domande e comprendere la cultura islamica, a recarsi nella moschea di San Marcellino che il prossimo venerdì sarà aperta al pubblico dalle ore 10.00 alle ore 17.00 per un confronto culturale all’insegna dall’unione e dalla reciproca comprensione e rispetto.

Condividi!