Neanche il tempo di presentarlo pubblicamente che il “nuovo” logo della Reggia di Caserta ha scatenato una vera e propria valanga di critiche e di proteste abbattutasi sulla Direzione del complesso monumentale vanvitelliano.
Alle innumerevoli critiche di semplici cittadini sul principale Social Network hanno fatto eco quelle di rappresentanti politici e di organismi istituzionali.
“Il nuovo logo della Reggia di Caserta è scarso ed inadeguato a rappresentare uno dei monumenti più importanti del Mondo. Un cambiamento, questo, di cui nessuno sentiva il bisogno, atteso che quello già in uso da anni è fissato nella mente di tutti. Il nuovo logo crea sicuramente confusione con danni di immagine alla Reggia stessa. Come già evidenziato da tanti, il Logo proposto, è più idoneo a rappresentare un Parco termale, un albergo, un caseificio, tutt’al più un residence, e poi, la banale riduzione a due lettere, RC, non può certo rappresentare un’opera di tale ineguagliabile bellezza. Chiediamo, con forza, al direttore della Reggia di ripensare la scelta estetica fatta, certamente discutibile”.
Lo hanno dichiarato in una nota Giuseppe Altieri e Carmen De Rosa, coordinatori provinciali di Caserta di Italia Viva.

“La Reggia di Caserta non è solo uno dei più importanti manufatti architettonici del mondo, Patrimonio dell’Umanità, ma anche simbolo del nostro territorio e simbolo della sua bellezza. Quel logo, che è stato presentato alla stampa ed il cui progetto commissionato ad una società del nord, è costato ben 37 mila euro, non ci rappresenta, non rappresenta la Reggia né la “nuova forma dell’identità” che si vorrebbe costruire attraverso le attività di comunicazione annunciate. Sbagliare è umano ed è per questo che chiediamo che sia ripristinato il vecchio logo che sicuramente rappresentava in modo più dignitoso la Reggia e l’unicità del grande progetto Vanvitelliano.
Fino ad oggi avevamo apprezzato tutte le iniziative della Direttrice Maffei, ma se questa del nuovo Logo voleva essere un modo per essere ricordata in futuro, c’è riuscita, ma non crediamo in senso positivo anche per il costo sostenuto per la realizzazione di un’idea quantomeno banale, nonostante le tante parole spese per giustificarlo e spiegarlo. PECCATO!!!!.

Non sappiamo – concludono – cosa di tutto ciò il Sindaco Marino e la sua Giunta pensino, ma quello che vorremmo facessero è esprimersi ed intervenire sulla Direttrice. Iniziativa utile sarebbe quella di dare parola a noi cittadini con l’indizione di un Referendum”.
Anche il coordinamento del movimento Futura per la città di Caserta – del quale è portavoce l’avvocato Giuseppe Tescione – ha preso posizione sulla vicenda che ha portato alla realizzazione del nuovo brand della Reggia di Caserta definito, senza mezzi termini, “un pessimo lavoro, un banale marchio di fabbrica”.
Tescione ha poi continuato: “L’annuncio della presentazione del nuovo brand per la Reggia di Caserta è stato affidato ad uno sterile comunicato sulla pagina ufficiale del museo, senza ricorrere all’efficacia comunicativa dei social, mezzo sdoganato anche negli ambienti più austeri. E’ oggetto di qualche perplessità il fatto che il progetto di comunicazione non sia stato oggetto di un concorso internazionale di grafica, come suggerirebbe il prestigio del sito. La sfida importante di commissionare un nuovo brand, inoltre, si è concluso con il pessimo risultato, presentato dalla direttrice e dall’amministratore delegato dell’agenzia di comunicazione di Mantova incaricata di produrre il nuovo marchio del museo. Un logo anonimo, dal lettering banale e visibilmente scopiazzato da qualche sito di grafica on line, totalmente privo di capacità evocativa e di quella forza comunicativa che si richiede ad un brand, quale segno identificativo che resta nell’immaginario collettivo e contraddistingue il museo e tutto il merchandising ad esso collegato. Un gesto sciatto e imperdonabilmente offensivo tanto per il monumento che per l’intera collettività che in esso si identifica. Un gesto maldestro per tutta la sequenza di avvenimenti che lo hanno generato. Ma soprattutto un gesto assolutamente controproducente e squalificante proprio nell’ambito di quella strategia marketing in seno alla quale è stato concepito.
“Siamo convinti – ha affermato il coordinatore – che la direttrice Tiziana Maffei sia in grado di ravvedersi spontaneamente, cancellando completamente questo ulteriore triste capitolo della storia del vanvitelliano palazzo reale. Ne siamo convinti perché riteniamo inammissibile che la direttrice di uno dei più importanti musei al mondo, nell’epoca della comunicazione per immagini, a cui è richiesto un alto profilo in capacità di marketing e comunicazione, a cui non può sfuggire l’importanza di un brand efficace, associ la piattezza e la banalità di quel logo al museo che è stata chiamata a dirigere. In un momento storico come quello che stiamo attraversando, con l’impellente esigenza di imprimere forza alle azioni di riqualificazione economica del nostro territorio, il rilancio della Reggia di Caserta sembra essere un asset imprescindibile. A questo primo infelice passo nella strategia di marketing devono far seguito, quindi, incisivi cambi di rotta con azioni efficaci tanto nella gestione del monumento che nella capacità di fare sistema con tutto il territorio di riferimento”.
Ad esprimere il proprio deciso dissenso in merito anche l’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Caserta con una nota a firma del Presidente Raffaele Cecoro: “L’Ordine degli Architetti PPC per propria natura ha un ruolo che presenta una stretta connessione con la cultura e con il design, per questo motivo sento l’obbligo di dissentire in maniera molto forte per la scelta del nuovo logo della Reggia di Caserta. Il logo scelto per rappresentare il brand “Reggia di Caserta” manca totalmente di ogni riferimento storico-artistico e sembra un vero e proprio plagio in quanto simile se non identico ad altri loghi già esistenti. Sembra essere stato preso in prestito da quello del celebre campione di tennis Roger Federer o ancora peggio da quello della nota società immobiliare canadese “Ricco Colinares” che utilizza questo marchio da anni”.
Una scelta operata dalla società di grafica e dalla direzione generale di Palazzo Reale per il nuovo brand del sito vanvitelliano che Decoro boccia nettamente.

“Il marchio che dovrebbe rappresentare un complesso monumentale come quello della Reggia di Caserta, patrimonio dell’UNESCO, non può essere pensato come un logo di un privato o di una semplice azienda, dovrebbe, invece, racchiudere in sé riferimenti storico-artistici ma anche territoriali. In questo logo non vi è alcun riferimento stilistico né al palazzo né tantomeno allo spettacolare parco vanvitelliano, la scelta sembra del tutto estranea alla magnificenza della Reggia. Di sicuro più efficace il logo precedente, ovvero lo schizzo planimetrico con il gioco delle quattro corti della Reggia di Caserta, un elemento stilizzato che coglieva a pieno l’essenza di quello che dovrebbe essere un marchio. Era un elemento riconoscibile ed unico”.
“Abbinare un logo a un monumento internazionale è una cosa complessa e per questo avrebbe meritato grande attenzione, il tutto sarebbe dovuto avvenire con procedure e soprattutto competenze in grado di rispettare l’importanza e la responsabilità del caso”, continua il vertice degli architetti di Terra di Lavoro che poi nota:
“Non è plausibile che, per un progetto di tale importanza, si sia adoperato lo strumento dell’affidamento diretto che, seppur previsto dal nostro codice degli appalti, perché sotto soglia, appare del tutto inopportuno. Sarebbe stato più appropriato procedere con un concorso internazionale di idee che di sicuro avrebbe avuto una forte partecipazione internazionale; inoltre, il tutto avrebbe generato una grande pubblicità per la nostra provincia nel mercato creativo-culturale globale. Inutile dire che, come Ordine degli Architetti P.P.C., saremmo stati onorati nel dare una mano nell’organizzare un concorso sul tema del logo della nostra amata Reggia, oltretutto siamo sempre stati sensibili a certe tematiche.
Personalmente – conclude Cecoro – ho conosciuto qualche mese fa la direttrice Maffei, mi ha fatto un’ottima impressione, una persona preparata, ma anche molto pragmatica, lei è un architetto e come tale non può non essere sensibile ad una questione del genere. Quello che è successo, oltre a mostrare un disastro dal punto di vista manageriale, rappresenta un vero e proprio danno d’immagine per la Reggia di Caserta e per la nostra provincia. Spero che si agisca per prendere provvedimenti in merito a questa vicenda, ancora una volta si è persa un’occasione”.



