I sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno celebrato il 1° Maggio a Caserta in via Ettore Majorana presso il Monumento ai Caduti sul Lavoro, nelle vicinanze del Palazzo dell’INAIL.
Il tema principale della giornata era relativo alla sicurezza sui posti di lavoro: “Uniti per un lavoro sicuro”. Il richiamo è ad un impegno quotidiano, costante, per fermare la strage delle “morti bianche” che negli ultimi 12 mesi ha prodotto più di mille morti in Italia.
Questo è un preciso obiettivo che i sindacati devono perseguire onde difendere il diritto alla salute ed alla sicurezza di lavoratrici e lavoratori, soprattutto nel Sud Italia ove prevale ancora il “lavoro nero” e sottopagato.
Sonia Oliviero, Segretaria Generale CGIL Caserta, Nicodemo Lanzetta, Segretario Generale CISL Caserta, e Pietro Pettrone, Coordinatore Territoriale UIL Caserta, assieme alle delegazioni di tutte le categori hanno deposto una corona d’alloro ai caduti sul lavoro.
“La situazione generale del lavoro nella provincia di Caserta – è scritto in una nota congiunta – presenta una situazione complessa, con un alto tasso di disoccupazione, soprattutto tra i giovani e le donne raggiungendo quasi il doppio della media nazionale. E’ auspicabile avviare un tavolo permanente di confronto tra Governo, Regione Campania e Organizzazioni Sindacali che permetta di affrontare in giusta maniera i tanti punti di crisi ancora aperti di quella che abbiamo definito “Vertenza Caserta”, a cominciare dalle crisi di Jabil e Softlab.”
A conclusione della manifestazione Pietro Pettrone ha dichiarato: “Facciamo nostre le parole del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, che proprio in questi giorni ha detto: ‘Quelle delle morti sul lavoro è una piaga che non accenna ad arrestarsi!”. Infatti i dati resi noti dall’Inail sono sconvolgenti e vedono un sensibile aumento dei decessi sui luoghi di lavoro. Continueremo nella nostra battaglia di sensibilizzazione per “Zero morti sul lavoro” e chiediamo l’istituzione di una Procura speciale ed il riconoscimento dell’omicidio sul lavoro”.
Non sono mancati richiami sui mancati aumenti salariali e sulla diminuzione costante ed oramai insostenibile del potere d’acquisto dei lavoratori. Cgil, Cisl e Uil continuano a richiedere al Governo Italiano di recepire la direttiva Europea per garantire ai lavoratori dell’Unione Europea, condizioni dignitose e l’adeguatezza dei salari, oltre al rinnovo dei contratti di lavoro pubblici e privati con la detassazione degli aumenti contrattuali di primo e secondo livello.
A Napoil, la manifestazione unitaria del Primo Maggio si è svolta a Piazza Municipio ove sul palco, subito dopo il discorso di apertura del sindaco Gaetano Manfredi, è intervenuta anche la madre di Patrizio Spasiano, morto lo scorso 10 gennaio a soli 19 anni nello stabilimento della Frigocaserta a Gricignano d’Aversa a causa di una fuga di ammoniaca.
La donna, nel chiedere giustizia per il figlio che è stato ammazzato, ha dichiarato: “Eravamo convinti che mio figlio dovesse stare in una fabbrichetta a imparare, così ci avevano promesso. E invece per il problema dei subappalti, che è un problema grandissimo in questo paese perché non ci sono controlli, hanno avuto il coraggio di mandare mio figlio senza competenze, senza un corso di sicurezza, in un capannone con tubi pieni di ammoniaca e sono sicura che mio figlio non sapesse nemmeno cosa c’era lì dentro. E’ rimasto su quel trabattello per cinque ore con l’ammoniaca sul viso, protetto solo dalle sue mani. Bruciato vivo! Tutto questo per il profitto delle imprese”.
“Vi prego di combattere – ha detto in conclusione rivolgendosi ai sindacati ed a tutti i partecipanti – per il controllo dei subappalti, vi prego di combattere per ilo potenziamento degli ispettorati del lavoro perché la fabbrica dove è morto mio figlio è ancora aperta, nemmeno nel giorno del lutto di mio figlio è stata chiusa. Vi chiedo soprattutto la cosa più importante: il riconoscimento del reato di omicidio sul lavoro!”.



