Cronaca Provincia di Caserta

Decisa la chiusura del canile intercomunale di Piedimonte e Castello Matese per trasferire poi 180 cani in una struttura privata

Quelle che erano semplici voci di corridoio, oggi si vestono di realtà: il canile intercomunale di Piedimonte Matese sarà chiuso ed i cani portati in un canile privato.

Sull’Albo pretorio del Comune di Piedimonte Matese è stata infatti pubblicata la determina n.716/2025 – N. Reg 1121/2025. Tale determina prevede la cessione definitiva di 180 cani di proprietà del Comune di Piedimonte Matese ad un gestore privato al prezzo annuo di circa €139.000,00.

Questa decisione sta suscitando le proteste, oltre a quelle di singoli cittadini, anche di enti ed associazioni locali. Tra queste ultime, va segnalata l’associazione animalista “Gruppo Mascherina Odv” che ha gestito per qualche tempo il suddetto canile in modo volontaristico senza alcun compenso e che in merito ha diffuso una propria nota:

Nonostante vengono adottate motivazioni economiche e di carattere igienico ambientale, noi pensiamo, che il vero motivo del trasferimento dei cani, è da ricercarsi in altre “esigenze”, comunque sarà il tempo a darci ragione o torto.

Noi, chiamati in causa sulla questione, abbiamo espresso in modo chiaro, fermo e categorico, il nostro disappunto, sul trasferimento in altri canili, dei cani custoditi a Piedimonte, e, senza entrare in contrapposizione con l’amministrazione comunale, abbiamo suggerito, avendo sondato la disponibilità, di mettere in essere un protocollo di intesa con il comune di Alife per la costruzione di un nuovo canile intercomunale dove poter trasferire poi i cani di Piedimonte, dando la nostra disponibilità, come associazione, a gestire noi il futuro canile in modo totalmente gratuito.

Ma questa nostra proposta, se in un primo momento – dichiara l’associazione – sembrava avesse trovato un riscontro positivo, poi non è stata più presa in considerazione, adducendo motivi di tempistica sulla costruzione del nuovo canile.

Fin qua i fatti di cronaca: ora veniamo alle nostre considerazioni, considerazioni – continua il Gruppo Mascherina OdV – che possono essere catalogate in due aspetti della vicenda.

Prima considerazione. I cani da un canile possono uscire solo se adottati. Non esiste la cessione, con un pagamento “una tantum”, a operatori economici del settore. Se i cani vengono trasferiti in una struttura privata, c’è un tariffario giornaliero da rispettare, e questo non lo diciamo noi, questo è quello che prevedono le linee guida della legge regionale 3/19 sugli animali d’affezione. 

Rasenta il ridicolo stabilire a priori che tot cani saranno adottati in determinati mesi dell’anno e quindi, di conseguenza, le spese di mantenimento si abbasserebbero di mese in mese. Al momento l’unica cosa certa è che 180 cani saranno trasferiti in un canile privato. Ci chiediamo: se dovessero venire meno le adozioni – cosa che noi, per esperienza, riteniamo molto probabile – la cifra offerta sembrerebbe restare sempre la stessa, quindi verrebbero meno le condizioni economiche dettate dalle legge regionale 3/19 sugli affidamenti dei cani randagi ai canili privati, o sbagliamo? Ci chiediamo anche quale canile privato ha la capacità di fare adottare circa 180 cani in un anno e, se mai esistesse, perché non possa far adottare quelli già in custodia? Ecco, questo è proprio un fatto che ci incuriosisce.

E poi, non è che, con il trasferimento dei cani, il randagismo a Piedimonte viene azzerato, comunque sul territorio continueranno gli abbandoni di cani e ci sarà, di conseguenza, il bisogno di custodire anche questi presso strutture private con ulteriore aggravio di spesa per le casse comunali. Purtroppo c’è da dire che, nel ricordare che fino ai primi mesi del 2017 il canile è stato gestito quasi gratuitamente dalla nostra associazione – in quanto ci veniva fornito solo il cibo per i cani e un contributo mensile di cinquecento euro destinato alle altre spese di gestione – il canile con la nostra “cacciata” (che ha visto dopo di noi alternarsi alla guida del comune due commissari prefettizi e due sindaci) è andato di anno in anno a peggiorare sia dal punto di vista delle manutenzioni (vedere lo stato odierno, raffrontato con quello sotto la nostra gestione), sia dal punto di vista delle adozioni e del benessere degli animali (provate a chiedere quante adozioni e quanti decessi sono avvenuti negli ultimi anni).

Poi c’è – viene sottolineato – anche un’altra questione da non sottovalutare, o perlomeno che il sindaco di Castello del Matese non dovrebbe sottovalutare.

Il canile di Piedimonte Matese è un canile intercomunale perché a suo tempo, quando fu costruito, il comune di Castello partecipò alla realizzazione con un contributo intorno agli ottantamila euro, ed in cambio ottenne che i cani randagi, accalappiati sul proprio territorio, fossero custoditi gratuitamente, presso il costruendo canile (cosa che poi è avvenuta).

Ora ci chiediamo e chiediamo al sindaco di Castello, se il canile di Piedimonte viene chiuso ed i cani trasferiti in un canile privato, chi pagherà il mantenimento dei cani a lui ora intestati ed il mantenimento dei cani che saranno in futuro accalappiati sul suo territorio?

A cosa è servito il contributo, a suo tempo versato, se ora dovrà prendersi in carico, economicamente, dei suoi randagi? Come giustificherà il tutto ai suoi cittadini?

Veniamo ora alla seconda considerazione, quella – continua la nota – che a noi, come associazione animalista, sta più a cuore, ovvero: i cani ed il loro destino.

Immaginate per un momento questi poveri animali, presi, portati via, e sbattuti in un box di cemento di qualche metro quadrato, quando fino al giorno prima erano liberi di correre indisturbati in ampi recinti. Immaginate la loro paura a trovarsi al contatto con persone nuove, persone con cui non potranno interagire, perché le vedranno giusto il tempo che il box venga pulito e che venga messo il cibo ed il resto della giornata lo passeranno nella totale solitudine.

Immaginate quale sarà il loro orizzonte, ora, le campagne circostanti, con il loro profumo di fiori, dopo, quattro mura di cemento, pregne di odori nauseanti.

A tutti quelli che ci leggono, amministratori comunali e semplici cittadini, le considerazioni su quanto scritto.

Da parte nostra, ribadendo – conclude l’associazione – la più totale collaborazione a trovare una qualsiasi soluzione che non veda il trasferimento dei cani (ritenendo che l’attuale localizzazione del canile, con i dovuti accorgimenti e le dovute manutenzioni, è compatibile con qualsiasi altra destinazione d’uso dei terreni confinanti), ci stiamo adoperando per intervenire legalmente nelle sedi opportune contro la determina di affidamento dei cani.”

Fin qui l’associazione che, tramite un proprio legale, ha richiesto con una pec inviata al Sindaco di Piedimonte Matese la revoca in autotutela di questa determina in quanto violerebbe la legge regionale n.3/19 ed il suo regolamento attuativo n.1/2021. Qualora poi non vi sia la revoca in autotutela, allora la stessa associazione, insieme ad altre associazioni locali e nazionali, ha preannunciato il ricorso al Tar per impugnare la citata determina su cui ha già espresso un parere fortemente negativo l’Assocanili.

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