Caserta Cultura Eventi

Dagli “Avion Travel” a “La grande bellezza”: l’enorme commozione che ha suscitato la scomparsa del “casertano” Claudio Vecchio

Desta ancora scalpore, incredulità e tanta commozione nell’intera nostra collettività la scomparsa di un altro figlio adottivo di Caserta: è infatti deceduto a Roma Claudio Vecchio, produttore e attore noto nell’ambiente del cinema italiano, oggi ricordato in città da parenti ed amici in una celebrazione privata.

La macabra scoperta del suo corpo esanime è stata fatta dai suoi amici più cari dopo che da alcuni giorni Claudio non rispondeva più alle loro telefonate, né a quelle dei suoi familiari, la sorella Gina ed il fratello Donato con cui era solito sentirsi.

Allarmati da questo insolito silenzio, un gruppo di loro si è recato presso la sua abitazione a Roma sita a piano rialzato. E proprio ciò gli ha permesso, dopo aver ripetutamente bussato alla porta senza risposta, di poter scavalcare il balconcino ed entrare in casa per poi ritrovarsi dinanzi al suo corpo senza vita, disteso sul letto. Avvisate le forze dell’ordine, la susseguente autopsia, disposta dal magistrato di turno, ha permesso poi di accertare che la causa del decesso è stata un improvviso malore.

Nato a Frattamaggiore (NA) 64 anni fa, laureato in Giurisprudenza, Vecchio scelse di coltivare la sua passione originaria verso il mondo dello spettacolo diventando organizzatore sui set, poi produttore cinematografico con il film “Volevo solo dormirle addosso” di Eugenio Cappuccio, con Giorgio Pasotti e Cristiana Capotondi, l’attiva collaborazione con Pappi Corsicato, Mario Martone, Stefano Incerti, fino ad arrivare al suo film del cuore: Lamerica” di Gianni Amelio.

Ma la notorietà ad un più vasto pubblico gli era derivata dall’aver interpretato nel film “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino il latitante Giulio Moneta, vicino di casa di Jep Gambardella (interpretato da un altro “casertano”, Toni Servillo).

La scena del film è infatti diventata iconica: l’uomo, “uno dei 10 latitanti più ricercati del mondo che lavora per un’organizzazione che fa andare avanti l’Italia, viene arrestato dagli uomini della DIA. Moneta era una parodia di Matteo Messina Denaro, all’epoca ancora capo latitante di Cosa Nostra.

Intelligente, arguto, ironico, instancabile, burberamente dolce fino ad essere talvolta un “simpatico rompiballe“, Claudio Vecchio ha vissuto la sua gioventù a Caserta.

Studente del Liceo Classico “Pietro Giannone“, Claudio frequentava il ginnasio quando noi “matusa” dell’ultimo anno di liceo ci apprestavamo all’esame di maturità. E mentre noi eravamo attratti dai valori più puri della politica sociale e solidale, la classe che frequentava Vecchio – come fosse un “segno del destino“! – divenne un crogiuolo di appassionati di arte, cultura e spettacolo. Ed in quella classe prese origine un gruppo musicale che nacque per gioco e che ora è ben noto nel panorama musicale italiano: gli Avion Travel, nome che presero “in prestito” dall’omonimo negozio di viaggi sito in Corso Trieste dinanzi al quale erano soliti darsi appuntamento per ritrovarsi nel pomeriggio.

Claudietto” – come affettuosamente lo chiamavamo noi “più grandi” – incominciò, con l’attiva – e “casinista” – collaborazione dei fratelli Gianni e Sergio Tescione, ad interpretare il “ruolo” di manager del gruppo che Peppe D’Argenzio, Mario Tronco e Peppe Servillo (il “fratellino musicista” di Toni) stavano incominciando a mettere in piedi e che “debuttò” con un bellissimo concerto che si tenne nella palestra del liceo durante una autogestione studentesca della scuola.

Da qui, dopo pochi anni, “il volo” verso la capitale ove venerdì 1 agosto è stato per l’ultima volta in compagnia dei suoi amici più cari nella casa romana di Peppe D’Argenzio. Da quel venerdì si sono poi perse le tracce fino a quando mercoledì 6 agosto è stato rinvenuto senza vita nella sua abitazione.

Centinaia sono i tributi pubblici di commossa simpatia ed affetto che gli ha reso in particolare il mondo dello spettacolo italiano con una dovizia di aneddoti e particolari che fanno capire quanto fosse stimato ed amato.

Ma, a questo punto, siamo sicuri che sarebbe lo stesso “Claudietto” con garbato sarcasmo a dirci: “E mò basta! The show must go on“. E noi, ben sapendo che continuerà a vivere per sempre nei nostri ricordi, “radiofonicamente” obbediamo!

Ciao Claudiè!

Condividi!