Cronaca

Borgo di Casertavecchia: il Comune chiude il ristorante “Da Teresa” e ordina la demolizione degli abusi edilizi commessi.

Tanto tuonò che piovve! Una “storia infinita” – e tristemente nota soprattutto agli abitanti del borgo di Casertavecchia (…ma non solo!) – pare sia finalmente arrivata al punto di “redde rationem“.

Una storia di numerosi e ripetuti abusi edilizi commessi in spregio di tutte le norme urbanistiche, edilizie e storico-paesaggistiche presso il ristorante-pizzeria denominato “Da Teresa“, sito in via Torre nel centro del borgo medioevale, a pochi passi dal Castello.

È stata la triade di commissari prefettizi, in regime di vacatio dell’amministrazione comunale, a dover decisamente intervenire in merito sollevando – è proprio il caso di scrivere! – il “coperchio” finora tenuto ben stretto su una pentola che ribolliva da tempo.

È stata infatti emessa un’ordinanza dirigenziale (n.112 del 25/03/2026) che riguarda i fratelli Michele Stellato (68 anni, residente a Casertavecchia) e Domenico “Mimmo” Stellato (73 anni, residente a Casola di Casertavecchia) e la Società a responsabilità limitata semplificata (Srls) costituita il 19/04/2018 e denominata “M.S. Ristorazione” con sede legale in Caserta alla via Eleuterio Ruggiero n.123, proprietaria del già citato ristorante.

Il provvedimento – in cui viene richiamato a più riprese il particolare valore storico e paesaggistico del borgo medievale di Casertavecchia e dell’intero nucleo abitato (borgo riconosciuto come monumento nazionale insieme alle zone circostanti) e la conseguente tutela per il suo interesse pubblico – arriva dopo lo stop ad alcuni lavori in corso presso la struttura di ristorazione imposto dalla polizia municipale nell’ottobre del 2024, quando era stata emessa una diffida cautelativa. La “goccia che ha fatto traboccare il vaso” è stato proprio il mancato adeguamento da parte dei responsabili dopo l’interruzione dei lavori abusivi notificata dalla polizia municipale.

Tra le opere finite sotto accusa c’è la realizzazione di un piccolo locale in muratura, costruito sul lato sinistro dell’ingresso di via del Castello, all’interno dello spazio destinato all’attività di ristorazione. Durante il sopralluogo, la struttura risultava ancora incompleta, ma comunque già configurata come intervento edilizio privo dei necessari titoli.

In merito alla numerose irregolarità fu anche redatta una apposita relazione tecnica in data 4 marzo 2025 che ha messo in evidenza ulteriori abusi. Tra questi, la posa di una pavimentazione in graniglia di cemento, l’allestimento di sedie, tavoli ed illuminazione decorativa e, soprattutto, la progressiva trasformazione dell’originario giardino (frutteto e spazio verde) in uno spazio pavimentato destinato alla somministrazione all’aperto con una evidente modifica della destinazione d’uso dell’area esterna interessata. Secondo quanto emerso, tali interventi sarebbero stati realizzati tra il 2019 e il 2023 senza i necessari permessi edilizi e senza le autorizzazioni paesaggistiche previste per un’area vincolata.

( originario Frutteto abusivamente abbattuto )

Con tale ordinanza   i responsabili dovranno eliminare entro e non oltre 90 giorni tutte le opere contestate e riportare integralmente l’area alle condizioni originarie. I costi delle operazioni di demolizione e ripristino saranno interamente a carico dell’indicata società nonché dei citati fratelli i quali dovranno inoltre attenersi alle prescrizioni previste dalla normativa urbanistica e di tutela del patrimonio storico.

Qualora tale ordinanza non sia eseguita nei modi e tempi prescritti, allora l’ente pubblico, oltre ad erogare le sanzioni amministrative nella misura massima prevista, procederà anche ad acquisire l’intera area al patrimonio comunale ed a provvedere alla successiva demolizione delle opere abusive realizzate, il tutto a spese dei responsabili.

Ma non è finita qui!

A carico in particolare di Michele Stellato è stata emessa appena dopo un giorno una ulteriore ordinanza (n.122 del 26/03/2026) di “sospensione immediata dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande ed inibizione d’uso dei locali privi di conformità urbanistica” con la conseguente inibizione all’uso di tutti i manufatti e delle aree interessate (ivi compreso il divieto di utilizzo dei vani destinati a cucina e servizi igienici in quanto “privi dei requisiti minimi di agibilità”), oggetto dell’antecedente ordinanza di demolizione n.112/2026.

Il tutto in considerazione del:

  • definitivo diniego alle istanze di condono presentate dallo Stellato (L. 47/85 e L. 724/94) a seguito del parere negativo vincolante espresso dalla Soprintendenza nel 1999 in quanto interventi incompatibili con il vincolo monumentale del Borgo di Casertavecchia;

  • esito negativo dei contenziosi amministrativi: e qui il riferimento è ai diversi ricorsi al TAR Campania – presentati dallo Stellato contro il rigetto di tutte le richieste di condono edilizio presentate negli anni ed i conseguenti pareri della Soprintendenza – che hanno tutti conseguito lo stesso risultato cioè sono stati tutti respinti, confermando di conseguenza la legittimità dell’azione amministrativa intrapresa dall’Ente

  • persistente inottemperanza: il richiamo in questo caso è ad una precedente ordinanza di demolizione (n.1478 del 1990) di ben 36 anni fa!, mai eseguita, che attesta una situazione di abuso ultradecennale e consolidata nel tempo.

L’eventuale inosservanza di questa ulteriore ed ultima ordinanza comporterà, oltre alla denuncia all’Autorità Giudiziaria e l’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste, anche “l’avvio del procedimento di interdizione definitiva all’esercizio dell’attività, con conseguente decadenza degli effetti della SCIA di subingresso (prot. n. 873 del 26/11/2018) e di ogni altro titolo abilitativo connesso, per sopravvenuta carenza dei requisiti urbanistici, strutturali e di sicurezza dei locali“.

Va infine precisato che le ordinanze in questione non coinvolgono le altre attività ascrivibili ai fratelli Stellato e cioè la location per cerimonie “Villa Hirta” sita a Casola sulla strada provinciale che porta a Casertavecchia (di proprietà di Michele Stellato e della propria consorte e gestita dalla società Villa Hirta srl e non da MS Ristorazione) ed il ristorante denominato “La Fenice” realizzato da Domenico “Mimmo” Stellato e dalla moglie al pianterreno della propria abitazione a Casola di Casertavecchia.

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Riceviamo e pubblichiamo:

Spett.le redazione,
tale missiva per comunicare che nell’articolo in oggetto vi è un riferimento inconferente alla attività “Villa Hirta”, idoneo a determinare un danno reputazionale: chiunque ricerca il nome della Villa sui motori di ricerca si vede apparire il vostro articolo tra i primi risultati e, tale collegamento con l’attività “Da Teresa”, colpito dal provvedimento di sospensione, può ingenerare una certa sfiducia nel consumatore mediamente avveduto.
Va precisato, infatti, che Villa Hirta è gestita dalla società “Villa Hirta srl” e non dalla “M.S. ristorazione”: per l’effetto, il provvedimento subito dalla M.S. nulla ha a che fare con la villa.
Né i “proprietari” coincidono: la società che conduce “Da Teresa” è diversa da quella di Villa Hirta. Il soggetto giuridico che conduce l’attività di ristorazione per eventi è giuridicamente diverso da quello del ristorante che ha subito il provvedimento interdittivo. Unico legame tra le due realtà è la “proprietà delle mura”, di cui è titolare la famiglia Stellato/Cerreto, e null’altro.
Anche il riferimento alla “consorte” di Michele Stellato, quale gestore della Villa, quindi, è del tutto errato.
Si prega, pertanto, di correggere l’articolo, eliminando il riferimento a Villa Hirta.
Certo di trovare l’accoglimento di tale istanza, anche al fine di restituire una corretta informazione, oltre che a cagionare danni alla società Villa Hirta srl da me assistita, porgo cordiali saluti.
Avv. Alfonso Porciello

La ns. risposta:

Gentile Avv.

come avrà certamente appurato leggendo il nostro articolo, il riferimento a “Villa Hirta” specifica e chiarisce che “…le ordinanze in questione non coinvolgono le altre attività dei fratelli Stellato e cioè la location per cerimonie “Villa Hirta” sita in…“.

La stessa non è stata inclusa nei tag e/o nel titolo, pertanto la SEO non “spinge” sulla stessa, né i motori di ricerca associano immediatamente le due cose, dato il loro funzionamento.

Il riferimento può ascriversi, a nostro giudizio, ai regolari limiti del diritto di cronaca, né arreca danno reputazionale alla struttura, semmai contribuisce a sollevarne eventuali associazioni.

Ringraziandola in ogni caso per la sua segnalazione, la saluto cordialmente.

Dott.ssa Lorella Bernardo
Redazione Radio PRIMARETE Caserta
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