revenge-porn-denunciato-minorenne
Cronaca

Minaccia di diffondere immagini intime dopo contatti su TikTok: minorenne denunciato a Caserta

Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato di Caserta ha denunciato un minorenne ritenuto responsabile di aver ricattato una coetanea, minacciando la diffusione di immagini intime della giovane.

L’attività investigativa è partita dalla segnalazione della ragazza che, dopo alcuni primi contatti avvenuti sulla piattaforma TikTok, sarebbe stata raggirata dal coetaneo – che agiva sotto falsa identità digitale – e indotta a inviare video a contenuto intimo. In un secondo momento, il minore avrebbe minacciato di diffondere il materiale qualora la ragazza non avesse continuato a inviare ulteriori video.

La giovane si è rivolta immediatamente alla Polizia di Stato, consentendo agli agenti di risalire in tempi rapidi alla reale identità del presunto responsabile. Gli operatori hanno individuato l’abitazione del ragazzo e proceduto al sequestro del telefono cellulare utilizzato per i contatti, trasmettendo gli atti all’Autorità giudiziaria competente.

L’episodio si inserisce nel più ampio fenomeno della diffusione non consensuale di immagini intime, spesso indicato come revenge porn, reato introdotto nell’ordinamento italiano con la legge n. 69 del 2019 – il cosiddetto “Codice Rosso” – che ha inserito l’articolo 612-ter nel Codice penale.

La norma punisce chi diffonde, pubblica o consegna contenuti sessualmente espliciti destinati a restare privati senza il consenso della persona interessata, ma sanziona anche chi contribuisce alla loro ulteriore circolazione. Sono previste pene fino a sei anni di reclusione e multe fino a 15mila euro, con aggravanti quando i fatti sono commessi attraverso strumenti informatici o in danno di persone in condizioni di particolare vulnerabilità.

Quanto accaduto richiama l’attenzione anche sul rischio di vittimizzazione secondaria, ancora frequente nei casi di diffusione non consensuale di immagini intime. In situazioni di questo tipo, la responsabilità resta esclusivamente di chi minaccia o diffonde il materiale: spostare l’attenzione sui comportamenti della persona colpita finisce invece per aggravare il danno e rendere più difficile chiedere aiuto o denunciare. Anche per questo la normativa introdotta con il “Codice Rosso” ha rafforzato gli strumenti di tutela contro la circolazione illecita di contenuti privati online.

Condividi!