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“FROM FESTIVAL” a Caserta: una miscellanea di polemiche, discriminazioni, proteste, contraddizioni tra biglietti di ingresso e maxi schermo

La vicenda della discriminazione sessista ai danni dell’Associazione Rain Arci Gay da parte della Fondazione “Casa Fratelli Tutti” continua a far discutere la collettività casertana.

Dopo il comunicato di denuncia dell’Associazione e le prime reazioni di solidarietà ad essa, anche la CGIL si è espressa: “Esprimiamo piena solidarietà a Rain Arcigay Caserta – è scritto in un comunicato sindacale – per quanto accaduto in occasione del From Festival e per la decisione, maturata in condizioni che ne hanno limitato la piena libertà di espressione e partecipazione, di rinunciare alla propria presenza all’iniziativa. Rain Arcigay Caserta ODV rappresenta da anni una realtà fondamentale del nostro territorio, impegnata nella promozione dei diritti, dell’ inclusione, del contrasto alle discriminazioni e nella realizzazione di attività di prevenzione e tutela della salute rivolte all’intera comunità. Per questo riteniamo grave – viene affermato – che un’associazione che svolge una funzione sociale così importante sia stata posta nella condizione di dover scegliere tra la propria identità e la propria partecipazione. Al di là delle diverse ricostruzioni dei fatti, resta una questione politica e culturale che non può essere ignorata: una comunità realmente aperta non chiede a nessuno di rendersi meno visibile, di attenuare la propria identità o di rinunciare alla propria storia per poter prendere parte a uno spazio pubblico di confronto e condivisione. Questa vicenda ripropone inoltre – aggiunge la CGIL – una riflessione più ampia sul futuro del Macrico e sul significato che questo luogo deve assumere per la città di Caserta. Da anni cittadini, associazioni e movimenti ne rivendicano la destinazione a grande parco urbano pubblico, accessibile, inclusivo e partecipato. Un luogo che appartenga all’intera comunità e che sia capace di accogliere le differenze, valorizzare il pluralismo sociale e culturale e favorire la partecipazione di tutte e tutti, senza esclusioni. Il #Macrico non può diventare uno spazio nel quale qualcuno decide chi è sufficientemente compatibile per esserci e chi invece deve limitare la propria presenza. Deve essere un Bene Comune, aperto alla città, alle associazioni, ai giovani, ai lavoratori, ai movimenti, alle realtà del volontariato e del terzo settore, nel pieno rispetto delle diverse sensibilità e identità. Per questo ribadiamo che la battaglia per il Macrico pubblico è oggi più attuale che mai. Un grande parco urbano non rappresenta soltanto una scelta urbanistica o ambientale, ma una visione di città fondata sull’inclusione, sulla partecipazione democratica e sul riconoscimento dei diritti di tutte le persone. A Rain Arcigay Caserta – conclude il comunicato – va la nostra vicinanza e il nostro sostegno. Continueremo a lavorare affinché Caserta sia una città nella quale nessuno debba sentirsi ospite, tollerato o invisibile, ma parte integrante di una comunità aperta, libera e realmente inclusiva”.

In merito a tutto ciò vi è stata la risposta da parte della Fondazione “Casa Fratelli Tutti“: ““Desideriamo ribadire con serenità – si legge nella nota – che non è stata in alcun modo vietata la partecipazione dell’Arcigay alla manifestazione. Il From Village è stato concepito come uno spazio aperto all’incontro, alla socialità, alla cultura e alla partecipazione delle diverse realtà presenti sul territorio, e tale vocazione continua a essere pienamente confermata. La richiesta avanzata dalla Fondazione ha riguardato esclusivamente la necessità che tutte le attività proposte dai soggetti ospitati risultassero coerenti con la natura, le finalità e il regolamento del Campo Laudato si’, luogo nato per promuovere i valori dell’ecologia integrale, della fraternità e del rispetto reciproco. In particolare – proseguono dalla Fondazione – è stato chiesto di non realizzare iniziative che potessero risultare non confacenti alla specifica identità del luogo, come nel caso di attività pubblicizzate sotto forma di celebrazioni scherzose di matrimoni tra amici. La Fondazione Casa Fratelli Tutti, così come richiamato anche nel Documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia, rifiuta ogni forma di discriminazione e ritiene fondamentale promuovere atteggiamenti di ascolto, accoglienza e accompagnamento nei confronti di ogni persona, comprese le persone omoaffettive e transgender. Siamo convinti che il dialogo autentico non nasca dalla contrapposizione, ma dalla capacità di riconoscere reciprocamente la dignità delle persone e la legittimità delle diverse sensibilità culturali, sociali e religiose. Per questo – concludono – continuiamo a considerare il confronto rispettoso una ricchezza e non una minaccia. Il Campo Laudato si’ vuole essere sempre più una casa comune, uno spazio di incontro e non di divisione. In tale spirito, rinnoviamo la nostra disponibilità al dialogo con tutte le realtà associative e con quanti desiderano contribuire alla costruzione di una comunità più fraterna, inclusiva e capace di custodire il bene comune.”.

Purtroppo questo tardivo comunicato della Fondazione, se voleva essere conciliante nel tentativo di “rasserenare gli animi e chiudere la vicenda“, ha invece ottenuto l’effetto opposto, risultando francamente un pò “insipido” al punto da apparire persino maldestramente ipocrita.

La richiesta all’Associazione Rain Arci Gay di non effettuare nell’ambito del From Festival “iniziative che potessero risultare non confacenti alla specifica identità del luogo” (???) è stata avanzata da Raffaele Zito che, in qualità di consigliere, fa parte del Consiglio di Amministrazione della Fondazione “Casa Fratelli Tutti” (insieme a Don Antonello Giannotti, presidente della stessa nonché presidente anche dell’Istituto Diocesano Sostentamento Clero (IDSC) di Caserta, legale proprietario dell’area ex-Macrico, al vicepresidente Carmine Esposito, al segretario Elpidio Pota ed ai consiglieri Antonia Di Pippo, Maria Santoro e Don Giovanni Branco).

A parte l’incredulità che ad effettuare la richiesta sia stato addirittura un consigliere della Fondazione che, per quanto ci è noto, dovrebbe invece avere personalmente una radicata e diversa sensibilità contro qualsiasi forma di intolleranza, è ai più apparso contraddittorio il compiere questa discriminazione e contemporaneamente affermare altresì che la Fondazione “rifiuta ogni forma di discriminazione e ritiene fondamentale promuovere atteggiamenti di ascolto, accoglienza ed accompagnamento nei confronti di ogni persona, comprese le persone omoaffettive e transgender”. Insomma una sorta di “predicare bene, ma razzolare male” oppure, se preferite, “accoglienza sì, ma fino ad un certo punto…” che davvero stona rispetto all’apprezzata volontà espressa dal Vescovo Pietro Lagnese fin dall’atto del suo insediamento a guida della Diocesi di Caserta e successivamente più volte ribadita pubblicamente.

Il tutto ha gettato una “brutta macchia” anche sulla “Spazio Vivo Srl“, azienda nata meno di tre mesi fa (25/03/2026) con sede legale in Caserta alla via Sud Piazza D’Armi n.44, ed i cui “animatori” sono Tommaso Zottolo, Armando Rispoli, Domenico Fiorinelli e.Vincenzo Carola.  Neanche il tempo di “nascere” che la suddetta Srl ha avuto l’incarico di gestire nel Campo Laudato Si’ (Ex Macrico) il “From Festival” con lo scopo – a detta degli stessi organizzatori – di “restituire alla cittadinanza un bene comune troppo a lungo inaccessibile”.

Va ribadito però che, al di là degli auspici, l’area ex-Macrico non è al momento ancora un auspicato “bene comune“, bensì una proprietà privata per cui il proprietario può fare in essa ciò che più gli pare, a patto pero di rispettare le normative vigenti (e le conseguenti autorizzazioni).

E qui veniamo ad alcune criticità segnalateci come ancora irrisolte da concittadini residenti nei palazzi limitrofi all’ex-Macrico relative, per esempio, alla messa in sicurezza dell’area (tipo la bonifica dell’amianto presente). Non sarebbe opportuno realizzare ciò prima di organizzare una qualsiasi manifestazione aperta ad pubblico come un Festival?

Altre critiche poi sulla gratuità della manifestazione, anche qui “gratuita sì, ma fino ad un certo punto…” cioè fino alle ore 18.00 quando poi, per accedere al Festival, bisogna pagare un biglietto di ingresso (…sia pure di trascurabile entità) che qualifica però l’iniziativa diversamente dalle ostentate intenzioni.

“Non si può ignorare – ha difatti affermato l’ex consigliere comunale Pasquale Napoletano – che l’area ospiti regolarmente attività para-commerciali, festival ed eventi aggregativi di forte richiamo. Questa sovrapposizione tra una gestione basata su valori di parte e lo svolgimento di attività di natura economica rischia di creare un vulnus per il tessuto produttivo locale. I commercianti di Caserta, che con grandi sacrifici pagano i tributi comunali, sostengono costi fissi e mantengono vive le nostre strade rispettando normative stringenti, meritano la massima tutela da parte delle istituzioni. Non possiamo permettere che si consolidino modelli che, seppur involontariamente, generino asimmetrie e forme di concorrenza complessa per chi fa impresa sul territorio”.

Ad adiuvandum anche la vicenda del maxischermo per la visione delle partite di finale playoff della JuveCaserta: siamo convinti che gli organizzatori del “From Festival” siano a conoscenza (?) che è la Lega Nazionale Pallacanesto a detenere i diritti in esclusiva di trasmissione delle gare e che la stessa LPN è la sola autorizzata a vendere un abbonamento al pubblico per entrare nell’apposito server onde visionare in diretta le partite. Ottenuto pertanto l’indispensabile permesso della LNP (?) a poter trasmettere gratuitamente sul maxischermo le partite, non è invece del tutto “regolare” a livello legale che i casertani, che hanno affollato l’area per potersi godere tali partite, siano stati poi costretti a pagare un biglietto di ingresso per assicurarsi la visione delle stesse. Ben lo sa il presidente della JuveCaserta Francesco Farinaro al punto tale che immediatamente, onde evitare qualsiasi problema potesse sorgere proprio nel momento sportivo più “bello e delicato” della recente storia della sua società (la trasgressione infatti dei diritti esclusivi di trasmissione e di vendita dell’evento sportivo potrebbe coinvolgere anche la società di basket della Città in cui viene accertata la violazione), è stato in un certo senso costretto a sostituirsi agli organizzatori e, di conseguenza, ancora una volta a “mettere mano alla tasca” (…come se finora mai sia stato costretto a farlo!) per dichiarare sui social che il prezzo del biglietto di ingresso “per la diretta al Macrico lo pagherà la Juve Caserta” aggiungendo altresì, con una più che condivisibile “irritazione” mal celata, che nella nostra città “…tutti devono ricordare che per 40 anni non si è costruito nulla e che ci giochiamo la serie A in un impianto degli anni ’60. Eppure, ad oggi, nessuno ha visto o fatto niente!“.

Insomma, sembra proprio che l’ex-Macrico – quell’area che il Vescovo Pietro Lagnese ha mirabilmente auspicato che diventasse quanto prima “…un campo di pace: il Macrico cambierà nella logica dell’ecologia integrale di Papa Francesco, diverrà un campo che vuole essere accoglienza, dove si può e vuole promuovere una nuova qualità della vita, il rispetto della persona, soprattutto quelle più vulnerabili” – sia diventato invece un terreno in cui, per l’insipiente imperizia di qualcuno, sia stata “seminata” discordia, a dispetto dell’auspicata “casa per tutti i fratelli”. Tutti  …o fino ad un certo punto?

Ma purtroppo si sa, come scrisse San Francesco di Sales nelle “lettere spirituali”, che “le vie dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni“.

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