Proseguono senza sosta le operazioni di spegnimento del vasto incendio boschivo divampato nel pomeriggio del 5 luglio nei pressi della cava Luserta, nella frazione di Garzano, sul versante casertano di Monte Calvi, nell’area della collina che ospita il Santuario di San Michele Arcangelo.
Le fiamme hanno interessato un’ampia porzione di vegetazione, distruggendo ettari di bosco e macchia mediterranea. Il rogo, alimentato dalle alte temperature e dalla vegetazione secca, si è propagato rapidamente lungo il pendio, rendendo necessario un massiccio intervento dei vigili del fuoco del Comando provinciale di Caserta, che da quasi ventiquattro ore si alternano sul posto con diverse squadre.
A supporto delle operazioni sono intervenuti anche mezzi aerei, tra cui un canadair e alcuni elicotteri, impegnati nei lanci d’acqua per contenere il fronte dell’incendio e limitarne l’espansione.
Momenti di particolare apprensione si sono vissuti nella frazione di Garzano, dove uno dei fronti del rogo si è avvicinato fino a pochi metri dalle abitazioni della parte alta del borgo. Al momento non si registrano persone coinvolte né danni agli edifici, ma la situazione continua a essere monitorata dai soccorritori.
L’incendio ha interessato anche l’area della collina su cui sorge il Santuario di San Michele Arcangelo, una zona che negli ultimi anni è stata più volte colpita da incendi estivi, spesso ritenuti di origine dolosa. Anche questa volta le fiamme sono divampate a ridosso della Croce Giubilare, interessando una vasta superficie boschiva.
Le cause del rogo sono ancora in fase di accertamento. Intanto i vigili del fuoco proseguono le operazioni di spegnimento, bonifica e messa in sicurezza dell’area, con l’obiettivo di evitare eventuali riprese delle fiamme.
Tra i residenti della zona non manca la preoccupazione. Alcuni abitanti raccontano di un’aria resa quasi irrespirabile dal fumo che da ore avvolge la collina e di un profondo senso di amarezza nel vedere ancora una volta andare in fumo uno dei polmoni verdi del territorio. Una ferita che, per molti, si ripete ormai ogni estate e che riporta al centro il tema della tutela di un’area di grande valore ambientale e paesaggistico.



