Proseguono le indagini sulla morte di Guido Roviello, il clochard 62enne aggredito brutalmente in piazza Sant’Anna a Caserta e poi deceduto, dopo tre giorni di agonia, presso l’Ospedale “Sant’Anna e San Sebastiano“.
Il responsabile dell’aggressione sarebbe un 40enne di nazionalità rumena (…e non ucraina, come erroneamente diffuso sui vari mass-media), anch’egli senza fissa dimora e visibilmente in stato di alterazione, che è già stato fermato dalla Guardia di Finanza il cui Comando Provinciale è a pochi passi dal luogo del mortale pestaggio.
Il GIP Mauro Bottone ha convalidato il fermo dell’uomo, accusato di omicidio aggravato dai futili motivi: avrebbe picchiato Roviello a causa di un debito di 50 euro non saldato.
A confermare, durante l’interrogatorio del pm, il futile motivo che ha scatenato il pestaggio sarebbe stato lo stesso autore della brutale aggressione che ha sostanzialmente ammesso le sue gravissime responsabilità.
Determinanti per l’identificazione dell’aggressore i filmati delle telecamere cittadine, ma anche un video girato proprio durante il fatto, da cui emerge come nessuna persona, compreso colui che ha filmato il tutto, sia intervenuta per fermare il violento pestaggio.
Gli inquirenti stanno ora cercando di stabilire l’esatta dimensione dei rapporti che intercorrevano tra il Roviello ed il suo assassino.
Questo uno dei tanti video diffusi in rete e che mostra scene di una brutalità inaudita che stanno sconvolgendo l’intera collettività:

Guido Roviello già nel 2019 era stato vittima di una aggressione: subì infatti in quell’inverno un pestaggio talmente brutale che gli procurò un violento trauma al volto con la frattura delle ossa facciali e della mandibola il che lo portò a dover sostenere ben cinque interventi chirurgici.
Ma Guido allora riuscì a superare quel drammatico momento ed a mettersi alla proprie spalle la violenza subita e tutte le sue traumatiche conseguenze. Stavolta invece la “furia omicida” lo ha travolto senza scampo, strappandogli la vita.



