Alle prime luci dell’alba di oggi il fumo era ancora estremamente denso e la conseguente nube tossica continua ad espandersi, interessando anche la Valle di Suessola.
Ci sono numerose squadre di vigili del fuoco a cercare di spegnere il pauroso incendio che si è sviluppato nel primo pomeriggio di ieri ad Airola (BN). In azione, a supporto dei caschi rossi di Benevento, anche squadre provenienti da Bonea, Salerno, Avellino e Caserta.
Ad andare a fuoco un sito di stoccaggio di rifiuti in via Carracciano di proprietà della Eco Energy, uno stabilimento di gestione e smaltimento di rifiuti senza recupero, già sottoposto a sequestro giudiziario da parte dei carabinieri del Noe, nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Bari per reati ambientali.
Partito da un capannone, il rogo ha interessato poi un secondo sito di proprietà di un’altra azienda.
“Le operazioni – hanno spiegano i Vigili del Fuoco – sono abbastanza complesse. I cumuli di materiale sono molti, bisogna aprire dei varchi. L’incendio è vasto e, in un’area molto vasta, bisogna penetrare all’interno. Ci vorranno giorni per spegnere completamente il rogo”.

Sul posto anche i tecnici dell’Arpac, l’agenzia regionale per l’ambiente che hanno installato un campionatore per la ricerca di diossine, furani e PCB diossina-simili e per il controllo di altri inquinanti atmosferici, ma, data la portata dell’incendio, l’Agenzia sta anche valutando l’invio di un laboratorio mobile in grado di misurare le concentrazioni orarie di una serie di inquinanti atmosferici.
Alta ovviamente la preoccupazione tra i residenti: dalle ecoballe incendiate si è sollevata un’enorme nube di fumo nero, visibile a diversi chilometri di distanza.
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La protezione civile raccomanda di tenere chiuse porte e finestre, di non sostare all’aperto dove è presente fumo o ricaduta di polvere, di disattivare impianti di ventilazione e ricambio d’aria che prelevano dall’esterno, di ridurre gli spostamenti nelle zone limitrofe all’area dell’incendio.
Il sindaco di Airola ha emanato un’ordinanza consigliando di tenere porte e finestre chiuse, così come hanno fatto altre amministrazioni dei comuni limitrofi, da Arpaia a Paolisi, Montesarchio e la stessa Benevento.
Ma la nube tossica interessa purtroppo anche le popolazioni residenti nei comuni limitrofi del casertano. Infatti, a seguito della propagazione dei fumi, i sindaci di Santa Maria a Vico e di San Felice a Cancello hanno adottato con urgenza provvedimenti precauzionali a tutela della salute pubblica.
A Santa Maria a Vico, il sindaco Andrea Pirozzi ha emanato emanazione un’ordinanza sindacale, invitando nel frattempo i cittadini a tenere chiuse porte e finestre, ad evitare la permanenza all’aperto ed a limitare gli spostamenti alle sole necessità. In caso di uscita, viene raccomandato l’utilizzo della mascherina, con particolare attenzione per le persone più vulnerabili. L’ordinanza dispone inoltre la temporanea sospensione delle attività sportive, ricreative e ludiche all’aperto che comportino una prolungata esposizione delle persone, fino al venir meno della situazione. Il primo cittadino ha inoltre invitato la popolazione a non allarmarsi, ma a seguire scrupolosamente le indicazioni delle autorità ed a mantenersi aggiornata attraverso i canali istituzionali.
Misure analoghe sono state intraprese anche a San Felice a Cancello da parte del sindaco Emilio Nuzzo con un’apposita ordinanza che resterà in vigore fino alla cessazione delle condizioni di criticità. Il provvedimento prevede la sospensione delle attività all’aperto e la chiusura degli asili nido e delle strutture private per l’infanzia. Potranno inoltre essere introdotte ulteriori misure sulla base delle indicazioni degli organi competenti.
Entrambi i sindaci hanno infine sottolineato il carattere esclusivamente prudenziale delle decisioni, adottate in attesa degli ulteriori accertamenti e delle valutazioni delle autorità.
La matrice del vasto incendio è ancora ignota e non si esclude la pista dolosa.
La Eco Energy, proprietaria dello stabilimento, è stata coinvolta in più inchieste giudiziarie già in passato, l’ultima lo scorso maggio, l’operazione Erebus della direzione distrettuale antimafia di Bari. Aveva documentato 126 episodi di sversamento illecito tra Puglia e Campania.
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Anche in Regione Campania si segue l’evolversi della situazione con particolare attenzione. “La priorità – ha dichiarato l’assessora all’Ambiente della Regione Campania Claudia Pecoraro – resta la sicurezza delle persone e la tutela del territorio. Stiamo seguendo la situazione in costante raccordo con le strutture competenti e con le amministrazioni locali. Attendiamo gli esiti delle analisi per avere un quadro preciso degli eventuali effetti dell’incendio sulla qualità dell’aria. È fondamentale basarsi sui dati e sulle valutazioni degli organismi tecnici, garantendo ai cittadini informazioni corrette e trasparenti. Ringrazio il Corpo dei Vigili del Fuoco per il lavoro che stanno svolgendo nelle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza e l’Arpac per la tempestività e la professionalità con cui sta portando avanti il monitoraggio ambientale. La Regione – ha concluso l’assessora – continuerà a seguire la situazione con la massima attenzione ed a garantire trasparenza sugli esiti degli accertamenti”.
Alle dichiarazioni della Pecoraro hanno fatto eco quelle del presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio regionale della Campania Raffaele Aveta: “L’incendio che ha interessato il sito di stoccaggio di rifiuti ad Airola ha la massima attenzione da parte delle istituzioni regionali. Accanto alla priorità della tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente, consideriamo anche le possibili conseguenze sulle attività agricole e sulle imprese del territorio, che potrebbero subire danni economici. Come Commissione Agricoltura manterremo alta l’attenzione anche sulle possibili ricadute per il comparto agricolo. In presenza di eventuali danni accertati alle produzioni e alle attività delle imprese, è necessario che la Regione si attivi per sostenere gli agricoltori. Per questo stiamo valutando anche un’attività legislativa finalizzata a prevedere un fondo regionale di ristoro per le aziende agricole eventualmente danneggiate da eventi di questo tipo. C’è poi – ha continuato il consigliere regionale del M5S – un tema importante che riguarda la prevenzione. Già nelle scorse settimane avevo sottolineato l’urgenza di rafforzare il monitoraggio dei siti di stoccaggio presenti sul territorio regionale, con particolare attenzione ai periodi dell’anno in cui il rischio di incendi è maggiore. Un’attività di controllo e prevenzione più capillare può contribuire a ridurre i rischi e a tutelare maggiormente la salute delle comunità, oltre ai territori e alle attività produttive. Il nostro obiettivo – ha concluso Aveta – è lavorare in sinergia con la Giunta regionale e con tutte le strutture competenti per garantire sicurezza, tutela della salute, tutela ambientale e protezione del comparto agricolo”.




