Approfondimento Caserta Enti

Rese note le motivazioni della proroga di altri sei mesi alla gestione commissariale del Comune di Caserta, ancora a rischio di condizionamenti da parte della criminalità organizzata

Nello scorso mese di luglio il Ministero dell’Interno aveva reso noto la decisione di prorogare di ulteriori sei mesi la gestione commissariale del Comune di Caserta, iniziata il 18 aprile 2025 (a seguito dello scioglimento del Consiglio comunale per condizionamenti della criminalità organizzata, ai sensi dell’articolo 143 del TUEL) e che sarebbe dovuta terminare il prossimo mese di ottobre.

In queste ore sono state rese note anche le motivazioni della proroga che prolunga la gestione commissariale fino ad aprile 2027 (per un totale quindi di 24 mesi complessivi), motivazioni che si possono riassumere nella necessità di completare l’azione di risanamento finanziario ed amministrativo dell’ente, non ancora completata.

In particolare la richiesta di proroga è stata avanzata dal prefetto di Caserta che lo scorso 16 giugno ha trasmesso al Ministero una relazione nella quale ha evidenziato come il percorso di riorganizzazione dell’ente e di ripristino della legalità, pur avendo prodotto risultati positivi, non possa ancora considerarsi concluso. Una valutazione condivisa dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, riunito nella stessa giornata con la partecipazione anche dei procuratori aggiunti della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e della Procura di Santa Maria Capua Vetere.

Resta ancora molto da fare relativamente in primis alla situazione amministrativa e finanziaria del Comune, già segnata dai due dissesti nel 2011 (gestione Del Gaudio) e del 2018 (Gestione Marino) con pesanti criticità emerse dall’esame dei rendiconti dal 2018 al 2024 (che stavano per aprire la porta al terzo dissesto) e già più volte “attenzionate” dalla Sezione regionale della Corte dei Conti.

Davvero inquietante, così come accertato dalla triade commissariale, è l’esposizione debitoria dell’Ente comunale superiore a ben 288 milioni di euro, cifra purtroppo non ancora definitiva e pertanto suscettibile ancora di ulteriori accertamenti.

Altra criticità riguarda il settore dei lavori pubblici tant’è che è stato riprogrammato il Piano triennale delle opere pubbliche 2026-2028 (che prevede interventi per un valore complessivo di circa 900 milioni di euro) onde evitare il rischio di perdere finanziamenti indispensabili per  garantire la realizzazione di opere strategiche per la città.

Ma sotto la “lente di ingrandimento” dei commissari sono finiti anche la gestione delle concessioni del patrimonio comunale, spesso prive di significativi benefici economici per l’ente, la mancanza di adeguati controlli sull’abusivismo edilizio, il riordino dei parcheggi pubblici e delle aree di sosta, il ricorso a strumenti di project financing, tra cui quelli relativi alla pubblica illuminazione ed alla mobilità cittadina.

Sotto esame anche il rapporto relativo alla riqualificazione e gestione di un impianto sportivo, dal valore economico di circa 51 milioni di euro (in questo caso la commissione ha istituito un collegio con poteri ispettivi per verificare le incongruenze riscontrate nella procedura di appalto).

Problemi significativi riguardano anche il settore dei servizi sociali nonché le carenze di personale nell’organico comunale laddove questo risulta fortemente ridimensionato, pari a circa un terzo della dotazione necessaria, con carenze particolarmente evidenti nelle posizioni apicali e nella polizia municipale (prevista a tal proposito l’assunzione di 14 nuove unità da destinare ai settori maggiormente in sofferenza).

Non meno significativa l’opera di ricognizione e valorizzazione dei beni immobili confiscati alla criminalità organizzata, con l’obiettivo di restituire questi patrimoni alla collettività attraverso progetti di rilevanza sociale ed economica.

Insomma, un lavoro “mastodontico” per tentare di risanare un ente “davvero ai piedi di Pilato”.

La chiosa finale della relazione che ha poi spinto il Ministero alla proroga è stata quanto evidenziato nel corso del riunione del 16 giugno da parte del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica e cioè che il “contesto territoriale resta esposto a possibili condizionamenti esterni” per cui è “necessario consentire alla commissione straordinaria di consolidare i risultati raggiunti, completare le azioni correttive e scongiurare possibili forme di condizionamento o ostruzionismo”.

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