Nella Biblioteca Diocesana di Caserta lo scorso sabato, durante il convegno su “Beni Comuni in movimento”, dedicato all’analisi delle vertenze provinciali dall’ex Macrico al fiume Volturno fino alla Reggia di Carditello e previsto nell’ambito della terza edizione di “Wimby Fest”, il segretario generale della Fondazione Casa Fratelli Tutti Elpidio Pota ed il vescovo Pietro Lagnese hanno pubblicamente reso noto che la Regione Campania ha accettato quanto proposto dalla Diocesi di Caserta per sbloccare un finanziamento di 15 milioni di euro, fermo da 4 anni, e destinato a lavori di ristrutturazione in una parte dell’area ex-Macrico.
L’inghippo che bloccava il finanziamento, concesso dall’allora giunta De Luca, consisteva nel fatto che l’IDSC (Istituto Diocesano Sostentamento Clero) non poteva essere destinatario di detto finanziamento in quanto “soggetto privato” e non ente pubblico.
Al fine di dirimere la questione, lo scorso luglio la diocesi di Caserta aveva proposto al presidente Roberto Fico di affidare la gestione dei 15 milioni alla stessa Regione Campania, trasformando così l’ente pubblico regionale in soggetto attuatore e contemporaneamente in stazione appaltante. E proprio 24h prima del citato dibattito previsto presso la Biblioteca Diocesana sarebbe pervenuta la risposta positiva da parte degli Uffici competenti regionali alla proposta della Diocesi casertana.
In merito a ciò, si è espresso anche il comitato casertano Macrico Verde che ha diffuso la seguente nota:
“Da notizie di stampa, a seguito dell’incontro tenutosi sabato scorso presso la Biblioteca Diocesana di Caserta, apprendiamo che la Regione Campania conferma il finanziamento di 15 milioni di euro per l’area Macrico, notizia che accogliamo con grande soddisfazione.
Tuttavia non possiamo esimerci dal chiedere chiarimenti.
La Regione Campania sarebbe stazione appaltante e soggetto attuatore del progetto di trasformazione di una parte dell’area in parco polifunzionale, occupandosi dei progetti di fattibilità tecnico-economica ed esecutivo, degli affidamenti e della gestione dei lavori.
Il riferimento sarebbe il Masterplan presentato dalla Fondazione Casa Fratelli tutti.
La Regione non può però concedere un finanziamento per un parco polifunzionale nel Macrico, senza che l’area stessa abbia una destinazione urbanistica e senza un progetto che preveda cosa realizzare.
Ricordiamo che sull’area gravano due vincoli del Ministero della Cultura in base ai quali, come ricordato dalla Soprintendenza di Caserta nel parere preventivo al Masterplan, si possono unicamente recuperare le costruzioni esistenti e, laddove il recupero non fosse possibile, deve essere ripristinato il verde, corrispondentemente alla destinazione urbanistica F2.
Per l’attribuzione della destinazione urbanistica si è avviata la procedura preliminare all’Accordo di Programma. A tal fine ci deve essere un progetto definitivo, ma il Masterplan presentato è solo uno Studio di prefattibilità.
Ai sensi del D. Lgs. 267 del 2000, della Legge 241 del 1990 e del Decreto Legislativo n.118 del 2011 è obbligatoria la presenza dei portatori di interessi diffusi, come per l’appunto il Comitato Macrico, finora tenuto fuori dal tavolo dell’Accordo di Programma.
La natura programmatoria dell’atto non impedisce che esso possa essere lesivo degli interessi legittimi e dei diritti soggettivi, come ad esempio il diritto soggettivo alla salute.
Per tali motivi chiediamo ancora una volta di partecipare a tutte le fasi del procedimento relativo all’Accordo di Programma per l’area ex Macrico“.



