Ancora una “morte bianca”, ancora un morto “sul lavoro”: una tragedia che sembra davvero non avere mai fine, nonostante “i fiumi” di denunce e le condanne unanimi susseguitesi finora.
Stavolta è purtroppo toccato a Francesco Porceddu, un operaio prossimo a compiere 54 anni.
Era alla guida del suo escavatore per eseguire degli scavi per la realizzazione di un nuovo tratto della rete fognaria nel piazzale della Yanfeng, una azienda di import-export di Rocca d’Evandro, in via Contrada Demanio Vandra quando il manto stradale ha ceduto improvvisamente.
Il cedimento del terreno ha prodotto il capovolgimento del mezzo e l’operaio della ditta D.M.A. Costruzioni di Venafro è finito in una buca di 2,5 metri di profondità.
Terra e detriti gli sono stati fatali: è stato infatti sepolto in pochi istanti ed è deceduto.
Immediata la chiamata ai soccorsi.
I vigili del fuoco del distaccamento di Teano hanno rinvenuto l’uomo all’interno del citato scavo. Francesco, cadendo nel fossato, avrebbe perso l’equilibrio battendo violentemente la testa e rimanendo in parte sepolto.
I vigili del fuoco hanno provveduto velocemente a liberare l’uomo, affidandolo al personale sanitario presente sul posto, ma l’operaio era già senza vita.
I sanitari del 118 di Caianello e dell’auto medica di Teano non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.
Sul luogo dell’incidente anche le forze dell’ordine, in particolare gli uomini del commissariato di Sessa Aurunca con il sostituto procuratore Chiara Fioranelli della Procura di Cassino coordinata dal procuratore Capo Carlo Fucci.
Toccherà a loro dover ora ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente mortale.
Originario di Raviscanina, Francesco, che abitava ad Alife, lascia la moglie e due figli.



