Stamattina, presso il Teatro Città di Pace, si è tenuto un evento che s’inserisce nell’ambito della campagna permanente della Polizia di Stato “…Questo non è amore!”, volta a divulgare la cultura della prevenzione e a far conoscere gli strumenti di natura penale e amministrativa che consentono di contrastare il fenomeno della violenza di genere e tutelare le vittime reali o potenziali.
La campagna affronta la consapevolezza che molte vittime non denunciano per paura, vergogna o sfiducia nelle Istituzioni e si propone di portare i polizotti direttamente tra la gente, nei luoghi pubblici con una presenza visibile e rassicurante, fatta di ascolto, accoglienza e informazione.
Ed è proprio in tale contesto che si è svolto un sincero e sentito momento di confronto, accompagnato dalle rappresentazioni teatrali e dalla visione del cortometraggio prodotto dall’associazione ‘Ali della Mente’, che ha interessato oltre duecento giovani studenti del Liceo Classico e Scientifico P. Giannone.
Un dibattito vivo e ricco di spunti, al quale hanno partecipato il Questore di Caserta dott. Andrea Grassi, la dirigente della Polizia di Stato dott.ssa Marta Sabino, la Preside dell’Istituto Scolastico, prof.ssa Marina Campanile, e la psicologa dott.ssa Angela Montuori. L’evento ha ribadito l’importanza della collaborazione sinergica tra tutte le istituzioni e le associazioni del territorio, necessaria per poter formare ed educare i più giovani, raccogliere i loro timori e le loro paure e accompagnarli nella costruzione del proprio futuro.
Ciascuno dei relatori ha contribuito, secondo le proprie competenze, al dialogo con gli studenti sui temi della crescita, dell’educazione sentimentale, della violenza di genere.
La preside Campanile ha sottolineato il ruolo della scuola come comunità educante: non solo luogo di istruzione, ma spazio in cui imparare a conoscersi, a rispettarsi, a dare un nome alle emozioni.
La psicoterapeuta dott.ssa Angela Montuori, in un discorso in cui si intrecciano filosofia, psicologia e storia, ha spiegato la genesi della violenza di genere e la necessità di recuperare il senso del valore della persona e delle relazioni. Un compito oggi più che mai urgente, in una società che spesso confonde il valore con il disvalore e riduce i sentimenti a merce. “Non esiste l’umano senza il senso dell’umanità”: questo il monito finale del suo discorso.
Il Questore ha parlato con franchezza e pragmatismo ai ragazzi, ponendo l’accento sui disvalori del nostro tempo, sull’eccessivo egocentrismo, sulla bellezza vista solo in una dimensione estetica e non etica. Citando un noto aforisma di Sydney J. Harris, ha invitato i ragazzi a “trasformare gli specchi in finestre”, a vincere il narcisismo, ad aprirsi agli altri e al mondo, a essere capaci di “guardare fuori”, di comprendere, di entrare in relazione. La bellezza non è solo estetica, ma etica: è rispetto, cura, responsabilità.
Accanto a lui, la dott.ssa Marta Sabino ha ribadito l’impegno concreto delle istituzioni sul fronte della prevenzione. La sicurezza non si costruisce solo con controlli e interventi repressivi, ma anche attraverso il ruolo educativo fondamentale svolto dalla famiglia e dalla scuola, nonché attraverso la collaborazione del singolo con le istituzioni e, in particolare, con le forze dell’ordine.
I numerosi interventi dalla platea hanno trasformato l’incontro in un laboratorio di cittadinanza attiva, con al centro le domande e riflessioni dei ragazzi; un’occasione che si spera abbia molte altre declinazioni. Perché per aiutarci a guidarli e costruire un futuro più giusto ed equo, i loro dubbi e consigli sono cruciali, così come la loro visione del mondo.



