Politica

Referendum 2026, partecipazione alta per la provincia di Caserta. Il NO sfiora il 60% mentre si assesta al 65% a livello regionale

È senza dubbio l’affluenza il dato politico più evidente del referendum 2026, sia a livello nazionale che locale. Anche in provincia di Caserta la partecipazione è stata significativa: numeri leggermente inferiori rispetto alla media regionale e nazionale, ma sufficienti a restituire l’immagine di un territorio tutt’altro che distante dal voto.

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Fonte: Eligendo

Sul territorio provinciale ha votato il 48,5% degli aventi diritto (346.542 su 713.864 elettori), dato di poco inferiore al 50,4% registrato in Campania e di dieci punti sotto a quel 59% rilevato a livello nazionale (dato che non include il voto degli italiani residenti all’estero), che ha segnato un lieto ritorno delle italiane e degli italiani alle urne.

Uno sguardo ai principali centri della provincia — per la seguente analisi, sono stati considerati i comuni con oltre 25mila abitanti, secondo dati ISTAT — conferma livelli di partecipazione particolarmente rilevanti nelle aree urbane più popolose.

Il dato più alto si registra nel capoluogo, dove ha votato il 59,7% degli aventi diritto (35.074 persone su 58.720). Sopra la soglia del 50% anche Santa Maria Capua Vetere, con il 52,6% (13.331 su 25.323), e Aversa, con il 51,6% (19.873 su 38.529). Poco al di sotto si collocano Marcianise, al 46,4% (14.157 su 30.548), e Maddaloni, al 44,7% (13.245 su 29.634), mentre risulta più contenuta la partecipazione a Mondragone, dove si è recato alle urne il 38,8% degli aventi diritto (7.966 su 20.534).

La composizione del voto in provincia di Caserta

Guardando invece al risultato delle urne, in provincia di Caserta prevalgono i No, che raggiungono 203.295 voti pari al 59,07%, contro 140.857 , pari al 40,93%. Un risultato in linea con quanto registrato nel resto della Campania, dove i No arrivano al 65,22%, e con il dato nazionale, dove si attestano al 53,74%.

Il margine più contenuto tra le due opzioni si registra a Mondragone, dove i No raggiungono il 52,69% contro il 47,31% dei Sì. Più ampia, invece, la distanza negli altri centri urbani. A Santa Maria Capua Vetere i No si attestano al 57,17%, mentre a Caserta arrivano al 61,84% e ad Aversa al 62,84%. Ancora più marcata la prevalenza a Marcianise, con il 64,12%, e soprattutto a Maddaloni, dove si registra il valore più alto tra i comuni maggiori con il 66,13% di No.

Infografica elaborata dalla redazione di Radio Prima Rete, con l’ausilio di tecnologia IA

Che fine hanno fatto i fuorisede?

A questi numeri mancano, di nuovo, i voti dei molti fuorisede – si stima una popolazione di circa 5 milioni di persone – tagliate fuori, ancora una volta, dal discorso politico. Elemento cruciale in un territorio come quello casertano, che ha un alto tasso di migrazione economica.

Al momento, dei grandi Paesi europei, l’Italia è l’unica a non avere una legge chiara per permettere un voto agevole ai fuorisede, negando loro – di fatto – il diritto di esercitare il proprio voto e partecipare alla vita pubblica.

Piuttosto che intestarsi vittorie inesistenti, quindi, la classe politica che ha ridotto il dibattito sulla costituzione a derby calcistico del peggior livello, farebbe meglio ad affrontare i problemi reali del Paese. Un Paese che, nonostante i circhi mediatici e la manipolazione delle informazioni, ha dimostrato di essere ancora vivo, presente, e di voler partecipare alla vita politica.

La vera vittoria del Paese, oggi, è quel 59% di persone che ha stretto tra le mani la propria tessera elettorale, come una lettera d’amore, ha espresso il proprio diritto e compiuto il proprio dovere.

Fonte dati: Eligendo

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