“Potete distruggere tutti i fiori ma non potete impedire alla primavera di rifiorire”. È con questa immagine che il sottosegretario al Ministero dell’Interno Wanda Ferro ha raccontato il significato della giornata vissuta oggi a Casapesenna, dove due beni confiscati alla camorra sono tornati alla collettività trasformandosi in luoghi di servizio, lavoro e inclusione sociale.
Una primavera della legalità che prende forma in due immobili un tempo segnati dalla presenza della criminalità organizzata e oggi restituiti ai cittadini attraverso nuovi progetti: il Centro per il benessere degli animali domestici e il Caseificio sociale – Centro polifunzionale con laboratorio artigianale per la produzione della Mozzarella di Bufala Campana.
È stata una giornata dal forte valore simbolico e istituzionale quella che venerdì 10 luglio ha visto protagoniste le istituzioni locali, regionali e nazionali in un territorio che per anni ha rappresentato uno dei luoghi simbolo della presenza dei clan, ma che oggi continua a raccontare una storia diversa: quella del riscatto e della capacità dello Stato di trasformare i patrimoni sottratti alle mafie in opportunità per la comunità.
Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il sottosegretario al Ministero dell’Interno Wanda Ferro, la sindaca di Casapesenna Giustina Zagaria, la presidente di Agrorinasce Maria Antonietta Troncone, il prefetto di Caserta Lucia Volpe, la direttrice dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata Prefetto Maria Rosaria Laganà, la commissaria straordinaria per il recupero e la rifunzionalizzazione dei beni confiscati Prefetto Paola Spena, l’assessore regionale all’Agricoltura Maria Carmela Serluca, insieme ai parlamentari Gerolamo Cangiano, Marco Cerreto, Agostino Santillo, il Presidente della Commissione Regionale anticamorra Vincenzo Santangelo, i consiglieri regionali Davide D’Errico e Raffaele Aveta, il direttore generale dell’Asl di Caserta Antonio Limone, accompagnato dai responsabili del Servizio Veterinario dell’Asl Alfonso Giannoni e Salvatore De Micco, il parroco di Casapesenna don Vittorio Cumerlato, rappresentanti delle forze dell’ordine, della magistratura e alle autorità civili, politiche ed ecclesiali.
A partire dalle ore 10 il percorso di inaugurazione ha accompagnato l’apertura di due realtà profondamente diverse ma unite dalla stessa finalità: dimostrare che un bene sottratto alla criminalità non rappresenta soltanto un patrimonio recuperato, ma può diventare un presidio di legalità capace di generare servizi, sviluppo e nuove occasioni di partecipazione.
Il primo intervento riguarda il Centro per il benessere degli animali domestici, realizzato in via Limitone, IV traversa, località Monte della Taglia, su un’area di circa 750 metri quadrati confiscata ad Alfredo Zara.
Un terreno che, dopo la confisca, era stato devastato da atti vandalici e che oggi rinasce con una nuova funzione sociale: offrire un servizio dedicato alla cura degli animali domestici, contribuire alla prevenzione dell’abbandono e affrontare il fenomeno del randagismo.
Nel 2021 il Comune di Casapesenna ha affidato ad Agrorinasce la gestione dell’intervento di recupero del bene e la progettazione della nuova destinazione. Il progetto, del valore complessivo di 513.274,72 euro, è stato finanziato con risorse statali destinate al recupero dei beni confiscati affidati alla gestione del Commissario straordinario del Governo per il recupero e la rifunzionalizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata presso il Ministero dell’Interno.
Terminati i lavori, la gestione del Centro è stata affidata, attraverso una manifestazione di interesse, all’ANPAA – Associazione Nazionale Protezione Ambiente e Animali.

La seconda inaugurazione ha riguardato invece il Caseificio sociale – Centro polifunzionale con laboratorio artigianale per la produzione della Mozzarella di Bufala Campana, realizzato in un immobile di circa 500 metri quadrati disposto su due livelli in Corso Europa, confiscato a Raffaele Capaldo, parente del capoclan Michele Zagaria.
Anche questo bene aveva subito gravi danneggiamenti dopo la confisca. Nel 2017 il Comune di Casapesenna lo ha affidato ad Agrorinasce per la progettazione, il recupero e la valorizzazione con finalità sociali.
Agrorinasce ha progettato un mini-caseificio con punto vendita e area degustazione, destinato anche all’inserimento lavorativo di donne vittime di violenza. L’intervento, finanziato dalla Regione Campania attraverso il POR Campania 2014-2020 e fondi regionali, ha avuto un valore complessivo di 1,4 milioni di euro.
La gestione è stata affidata alla Cooperativa sociale Raggio di Sole, individuata attraverso una procedura curata da Agrorinasce. Un percorso complesso, segnato anche da difficoltà e nuovi danneggiamenti, ma che non ha fermato la volontà di restituire vita al bene.
Oggi il laboratorio per la produzione della Mozzarella di Bufala Campana e il punto vendita sono già operativi, mentre è in fase di attivazione il punto ristoro, il cosiddetto “bar della mozzarella”.
“Dove c’era camorra ora ci siamo noi, c’è lo Stato”. Il presidente della Regione Campania Roberto Fico ha sintetizzato così il significato della giornata. “Ha grande valore poter restituire un bene che prima era della criminalità allo Stato e poi farvi attività importanti a fini sociali, con il reinserimento anche di persone che attraversano periodi di difficoltà. È proprio quello che stiamo facendo”.
Il Presidente Fico ha sottolineato anche il valore del Centro per il benessere degli animali: “Il benessere animale dà l’idea della civiltà di un Paese. Dove gli animali sono trattati bene è un Paese civile, che ha un animo sano. Vogliamo creare un sistema virtuoso contro l’abbandono e il randagismo”.
“Quello realizzato a Casapesenna è un esempio concreto di come un bene sottratto alla criminalità possa diventare uno strumento di sviluppo, lavoro, inclusione e riscatto per un intero territorio”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Raffaele Aveta, presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio regionale della Campania, a margine dell’inaugurazione del Caseificio sociale e del Centro per il benessere degli animali domestici, alla presenza del presidente della Regione Campania Roberto Fico e delle altre istituzioni coinvolte.
“Dove prima agiva la camorra, oggi – ha continuato Aveta – nascono lavoro, servizi e nuove opportunità. Il caseificio sociale potrà valorizzare le produzioni del territorio e favorire percorsi di inserimento lavorativo, mentre il centro dedicato agli animali offrirà un servizio importante alla comunità. È questa la risposta più forte che le istituzioni possono dare alla criminalità organizzata: trasformare i simboli del suo potere in luoghi aperti e utili ai cittadini. Ora serve incrementare la rapida ed efficace destinazione dei beni confiscati. Troppi beni rischiano ancora di restare inutilizzati, deteriorandosi e perdendo la possibilità di produrre valore sociale. Molte di queste strutture – ha concluso – potrebbero essere destinate a nuove forme di accoglienza per anziani, persone con disabilità, famiglie colpite da sfratto e cittadini senza casa. Restituire un bene confiscato alla collettività significa sottrarre definitivamente spazio alla criminalità e restituire dignità, servizi e futuro ai territori”.



