In merito alla cura del “verde pubblico”, 15 associazioni di Caserta hanno inviato alla Commisaria prefettizia una lettera aperta che integralmente pubblchiamo:
“Abbiamo appreso dalla stampa che il Comune di Caserta ha presentato domanda per la richiesta di finanziamento di 70mila euro per l’acquisto di 120 “ibiscus” (foto di copertina).
Notizia senza dubbio positiva trattandosi di nuovi alberi, rimane però una perplessità riguardo la scelta della specie arborea visto i precedenti.
In particolare abbiamo assistito in passato – ad esempio qualche anno fa – alla piantata di ligustri nelle aiuole dove prima erano presenti alberi a medio alto fusto e lo stesso è avvenuto a piazza Matteotti dove i ligustri hanno trovato posto dove prima erano liriodendri.
Ci chiediamo se è stato effettuato un censimento delle aiuole vuote dove gli alberi sono seccati e mai rimpiazzati, in città e quali specie mancano rispetto a filari già esistenti. Nel qual caso ci si sarebbe accorti che in Piazza Vanvitelli, nella cornice dei lecci, mancano dei lecci lato ovest dove è presente una evidente merlatura ed in piazza Carlo di Borbone mancano dei tigli nel lato sud pregiudicando, anche lì, lo scenario paesaggistico naturale della cornice di alberi.

( Ligustri )
Ora, ritornando al censimento ed alle specie arboree di cui si ha bisogno, ci chiediamo se si è mai proceduto alla richiesta di questi alberi presso i vivai della Regione, che li potrebbe fornire gratuitamente. Siamo consapevoli che gli stessi sono di età piccola ed in alcuni casi, come le due piazze indicate, sono necessari alberi con più di due anni di età.
Con i 70mila euro si riesce comunque a ripristinare se non ad aumentare il patrimonio verde della città, verificando anche spazi che possono essere liberati dal cemento con operazioni di de-pavimentazione come sta avvenendo un pò in tutta Europa, al fine di contrastare le isole di calore e rendere più mite il clima in città.
Ancora ci preme sottolineare quelle che dovranno essere le attività successive alla messa a dimora.
Le ditte che hanno in carico la gestione del verde devono provvede all’innaffiamento costante, specie nella stagione estiva, nei primi due anni. Ed il dirigente al ramo è tenuto al controllo puntuale affinché questo avvenga. Come per le capitozzature agli alberi, cui il patrimonio arboreo cittadino si trova sottoposto, nonostante il divieto previsto dai CAM. Non vorremmo trovarci di fronte a tanti alberelli secchi nei mesi successivi alla messa a dimora.
La scelta degli alberi ed arbusti urbani deve essere ormai indirizzata verso specie resistenti alla siccità ed ai climi estremi dei prossimi decenni, privilegiando le specie autoctone come il leccio, il corbezzolo, l’orniello ecc. e valutando anche la scelta di specie NON autoctone, anche in contrasto con i principi ecologici che abbiamo sempre sostenuto, per garantire la realizzazione di forestazione urbana anche in presenza di periodi di gravi siccità.
Specie dell’area mediterranea che si sono adattate al nostro territorio già sono presenti, ad esempio il Cedro del Libano.

( Leccio )
Ultimo e non meno importante, chiediamo alla gestione commissariale ed ai dirigenti al ramo, di individuare rifugi climatici ed isole di refrigerio per i cittadini, in particolare le fasce deboli, per affrontare in maniera meno problematica le prossime stagioni estive; di garantire la fruizione di giardini pubblici, di verificare la possibilità di sinergie con altri enti per nuovi spazi (Giardini della Flora con l’Ente Reggia, i giardini di villa Vitrone con l’Ente Provincia, ad esempio); i giardini degli Istituti Comprensivi, già del patrimonio comunale, con opportuni servizi di guardiania, i giardini o gli spazi interni trasformati in giardini degli Istituti Superiori con accordi con la Provincia ecc. in modo di realizzare una rete di rifugi climatici raggiungibili nell’ambito dei 300 metri da parte dei cittadini, come indicato da più parti quale soluzione civile e di miglioramento della qualità della vita nelle città.
Riteniamo che queste proposte potrebbero essere condivise, analizzate, migliorate, con l’istituzione di un Tavolo Pubblico, una Consulta del Verde che le associazioni chiedono da anni e per la quale si rendono disponibili a partecipare in maniera volontaria e gratuita“.
( Giardinieri Senza Frontiere, Lipu, Comitato per il centro sociale, Comitato Città Viva, FIAB Caserta in Bici, ASD Hermes Roller, Legambiente Caserta, L’AltraItalia Ambiente, UICI e UNIVoC, WWF Caserta, Pax Christi, GreenCare Caserta, UISP, Cittadinanzattiva, Spazio Donna Ets, Movimento Blu – Coordinamento Caserta ).



