Castel Volturno - Mondragone Cronaca

Associazione a delinquere per il traffico illecito di rifiuti: misura cautelare all’ex vice sindaco di Castel Volturno e ad altre 7 persone

Maxi blitz dei carabinieri ai danni dell’ex vicesindaco di Castel Volturno Giulio Natale (nella foto di copertina) ed altre 7 persone coinvolti nell’operazione dei carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli e del Comando Provinciale Carabinieri di Caserta, coordinati dalla Procura di Napoli.

I militari alle prime luci dell’alba hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale e reale a carico di 8 soggetti, tra imprenditori e dipendenti, ritenuti responsabili a vario titolo del reato di associazione per delinquere e attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, nonché di inquinamento ambientale.

Il provvedimento, emesso dal gip Leda Rossetti del Tribunale di Napoli a parziale accoglimento della richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia fa riferimento a una serie di condotte illecite riscontrate nel corso di una complessa attività investigativa, congiunta avviata dai Carabinieri dei Nuclei Operativi Ecologici (NOE) di Napoli e Caserta e della Compagnia Carabinieri di Santa Maria Capua Vetere, che ha avuto inizio nel settembre del 2024 e si è protratta per un anno.

L’indagine, condotta con l’ausilio di attività tecniche – quali intercettazioni di conversazioni, video riprese e pedinamenti – che ha consentito di disarticolare un pericoloso sodalizio criminale dedito al compimento di reiterate azioni finalizzate a porre in essere illecite attività di smaltimento rifiuti, trae origine dagli esiti di un controllo effettuato dai militari del NOE di Caserta e dalla stazione carabinieri di Grazzanise.

Nell’occasione, su terreni del comune di Cancello e Amone venne rinvenuto materiale di colore scuro e maleodorante, poi risultato essere fango non recuperato derivante dal trattamento dei reflui industriali delle industrie conserviere, come accertato anche da tecnici dell’ARPAC Campania.

Le indagini hanno permesso di accertare che, dall’impianto gestito da una società che si occupa del recupero di rifiuti speciali non pericolosi con sede a Castel Volturno ovvero la Nef Srl riconducibile alla famiglia di Giulio Natale, sarebbero usciti ingenti quantitativi di fanghi.

Tali scarti, prodotti dal trattamento dei reflui industriali di diverse aziende conserviere del Salernitano, non venivano in realtà mai sottoposti ad alcun processo di recupero.

Nonostante ciò, solo dal punto di vista documentale risultavano aver perso la qualifica di rifiuto (End of Waste) ed essere stati trasformati in terreno riciclato, di fatto questi fanghi venivano poi sversati illegalmente su vari terreni dell’agro aversano, i quali venivano subito dopo arati e seminati.

L’attività investigativa ha consentito anche di registrare numerosi accessi nell’impianto di veicoli, anche non autorizzati, carichi di inerti da demolizione, che venivano poi sversati tal quali, senza alcun processo di recupero, su diversi terreni circostanti, per effettuare livellamenti fondiari.

Inoltre, le indagini svolte hanno permesso di analizzare i meccanismi illeciti di tali traffici, realizzatisi secondo procedure collaudate, fondate sulla classificazione fittizia dei rifiuti in uscita dall’impianto di recupero attenzionato, che venivano accompagnati da documentazione che attestava falsamente trattarsi di materia prima seconda.

Il provvedimento cautelare ha quindi disposto, pertanto, l’applicazione del divieto temporaneo di esercizio, nello specifico settore dei rifiuti, di attività d’impresa nei confronti dell’ex vicesindaco Giulio Natale e del padre Giovanni, del divieto di dimora nella provincia di Caserta per gli altri sei , tra cui il cugino del politico castellano Ernesto Natale,  tre dipendenti dell’impianto incriminato quali Francesco Ciccarelli, Umberto Di Girolamo e Giuseppe Patrillo e 2 proprietari dei fondi terrieri quali Salvatore e Nicola Reccia, dove venivano smaltiti illecitamente i fanghi, nonché il sequestro preventivo della somma di 1.530.000,00 euro della società Nef Srl, con i relativi beni immobili e mobili, i mezzi impiegati per il trasporto del materiale ed i terreni agricoli oggetto di sversamento, già oggetto di misura ablativa emessa d’urgenza dal Pubblico Ministero incaricato, per la Procura sammaritana Armando Bosso e per la DDA partenopea Francesca De Renzis.

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