Cronaca Provincia di Caserta

In segno di solidarietà con chi sta facendo lo sciopero della fame, gli allevatori buttano il latte di bufala. Disperato appello del presidente dell’Associazione

Mentre continua lo sciopero della fame degli allevatori bufalini casertani Pasquale D’Agostino (giunto al 27esimo giorno di sciopero) ed Adriano Noviello (giunto all’ottavo giorno), gli altri allevatori, in segno di solidarietà con i colleghi in sciopero della fame, hanno deciso di buttare il latte di bufala prodotto negli  allevamenti del Casertano.

Inoltre gli allevatori protestano con brevi clip, senza mostrare il volto o parlare, contro il governo a cui viene chiesto di intervenire con urgenza – “come promesso” ricordano – per commissariare la Regione Campania sulla questione dell’eradicazione di diffuse patologie che colpiscono i capi bovini, come brucellosi e tbc.

Il governo viene dunque sollecitato ad occuparsi direttamente della questione, disapplicando i piani regionali ritenuti troppo sbilanciati verso gli abbattimenti dei capi risultati positivi alle prime analisi (oltre 150 mila le bufale abbattute, quasi tutte nel Casertano, negli ultimi dieci anni, ma di queste solo poco più dell’1% è risultata realmente malata di brucellosi o tbc in seguito ad analisi post mortem) e applicando invece la normativa europea che prevede l’abbattimento degli animali solo quando risultino realmente affetti dalla patologia, ovvero dopo le contro-analisi.

La protesta, partita quasi due anni fa nel Casertano, si è poi allargata negli ultimi mesi alle altre regioni meridionali i cui allevatori – specie quelli siciliani delle province di Messina ed Enna – sono alle prese con problemi quasi analoghi.

Nel maggio scorso un Tavolo presso il Ministero della Salute aveva condiviso la proposta di istituire un Commissario Nazionale, ma da allora nulla è successo.

Da l’inizio dell’anno ad oggi – scrive l’Associazione tutela allevamento bufala mediterranea – abbiamo avuto 71 focolai di brucellosi attivi con conferme o con casi sospetti altro che i dati migliorano. Il governo si attivi per la nomina di un commissario nazionale per risolvere questo problema che ormai ci sta affliggendo da decenni”

“Con 50 maiali morti per la peste suina nel nord Italia, il governo – continua la nota – nominò un commissario e ci mise i soldi per la gestione del piano. Per più di 150.000 mila bufale macellate solo a Caserta (poi risultate sane nel 98% dei risultati post-mortem) e milioni di bovini in tutto il sud Italia non ci sono risposte da decenni.

Più di 350 aziende chiuse, 5000 posti di lavoro persi, famiglie distrutte ed un comparto in ginocchio solo a Caserta; osiamo solo immaginare che disastro economico e sociale ci sia nelle altre province del sud Italia. Invece di debellare la brucellosi e TBC – conclude il comunicato – stanno eradicando gli animali e le aziende. VERGOGNA!”

Questo il video del disperato appello lanciato da Adriano Noviello, presidente dell’Associazione tutela allevamento bufala mediterranea:

https://www.facebook.com/100076621620878/videos/877876600572650

 

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