Castel Volturno - Mondragone Cronaca Eventi

Una lunga, colorata e pacifica “marea umana” ha attraversato il litorale domizio: “No alla realizzazione del CPR a Castel Volturno, né altrove!”

Si è svolto a Castel Volturno il corteo nazionale contro la realizzazione del Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) previsto in località La Piana a Castel Volturno.

Il corteo – formato da migranti, studenti, associazioni, organizzazioni umanitarie, rappresentanti della società civile insieme ad esponenti delle Istituzioni e della Chiesa – è partito alle ore 14.00 dal Centro Fernandes di Castel Volturno – struttura della Caritas che da anni rappresenta un punto di riferimento per l’accoglienza delle persone migranti sul litorale domizio – e si è concluso all’esterno del locale Municipio.

Presenti, tra gli altri, anche numerosi esponenti del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, deputati (tra cui gli on. Stefano Graziano e Rachele Scarpa) consiglieri regionali (Raffaele Aveta), rappresentanti sindacali (tra cui Nicola Ricci, segretario generale della Cgil Napoli e Campania), l’europarlamentare Sandro Ruotolo, l’ex consigliere regionale Luigi Viglione.

Secondo la Questura di Caserta sono stati circa 10mila i partecipanti mentre gli organizzatori della manifestazione, svoltasi in modo del tutto pacifico senza alcuna intemperanza, parlano con estrema soddisfazione di oltre 20mila presenze.

Alla testa del corteo, dietro gli striscioni “Stop Lager” e “Le persone prima dei confini”, sette Vescovi della Campania tra cui l’arcivescovo di Capua e vescovo di Caserta, monsignor Pietro Lagnese, il vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo, e l’arcivescovo di Napoli, cardinale Domenico Battaglia.

“Chiediamo a chi governa – ha detto a gran voce Battaglia – di fermarsi, di ascoltare questa terra, di rinunciare al progetto del Cpr di Castel Volturno e di assumersi la responsabilità di superare il sistema dei Cpr. Lo chiedo da prete, con il Vangelo aperto. Nei Cpr il trattenimento comporta una privazione della libertà legata alle procedure di rimpatrio. Non è l’esecuzione di una condanna penale. Per questo dobbiamo domandarci: quale idea di convivenza stiamo costruendo se affidiamo ad una porta chiusa la risposta a una questione umana tanto complessa? Il problema non sono gli immigrati, ma la camorra”.

Gli ha fatto eco Lagnese dinanzi alla sede municipale di Castel Volturno a conclusione del corteo: “Quella dei Cpr è una falsa sicurezza perché la vera sicurezza si costruisce con l’integrazione e l’amicizia. Quella di oggi è una festa dell’amicizia tra i popoli, bisogna custodire questo tesoro. Abbiamo dimostrato che si può manifestare senza violenza e atteggiamenti provocatori. I Cpr ledono la dignità delle persone e fanno vedere i migranti come un problema, ma non sono loro il problema”.

Mimma D’Amico, esponente del Comitato regionale campano No Cpr, ha contestato sia la scelta del territorio, sia l’investimento previsto per la struttura: “La scelta di costruire un centro a Castel Volturno è una provocazione, un fatto puramente ideologico, si investono 43 milioni di euro per un luogo di morte e di tortura”.

Ma, a tal proposito, poco prima che partisse la manifestazione, è arrivata la notizia dell’aggiudicazione da parte di Invitalia SpA dell’appalto per la costruzione del Cpr. Il progetto in gara ha un costo complessivo di 56.740.458,24 euro, interamente finanziato con risorse del bilancio dello stato assegnate al Ministero dell’Interno ed il valore massimo stimato dell’appalto, comprensivo delle opzioni, era pari a 43.313.942,47 euro. Il contratto è stato assegnato ad una cordata di imprese, tra cui alcune campane, con un ribasso del 25%. Il costo complessivo dell’intervento così supera di poco i 31 milioni di euro e la struttura dovrebbe essere pronta entro la fine del 2028 in un’area in località La Piana inserita dal governo tra i siti di interesse strategico nazionale in modo da superare i vincoli ambientali che la Regione Campania aveva cercato di rafforzare inserendo invece la zona nella Rete Natura 2000. L’avvocatura regionale sta ora valutando la possibilità di un ricorso.

E ad annunciare battaglia contro la realizzazione del centro è stato proprio il presidente della Regione Campania, Roberto Fico che ha partecipato al corteo: “Costruire il Cpr a Castel Volturno vuol dire non conoscere il territorio, è un danno incredibile. Ricorreremo in tutti i modi, rivolgendoci al giudice civile o amministrativo, ed anche facendo resistenza passiva e pacifica tutti insieme alla Gandhi. Da qui non ci muoveremo. La Regione è contraria alla realizzazione di Cpr sia a Castel Volturno. sia in altre località. E qui ci vogliono investimenti nei servizi, e noi vogliamo farli”.

“Condivido pienamente – ha dichiarato a sua volta Raffaele Aveta, consigliere regionale del M5S – la posizione espressa dal presidente Roberto Fico: questo territorio ha bisogno di investimenti, infrastrutture, servizi e opportunità di sviluppo, non di una struttura detentiva che rischia di aggravare tensioni sociali già presenti. Castel Volturno ha pagato per troppo tempo il prezzo dell’abbandono e di scelte sbagliate. Non possiamo consentire che, ancora una volta, venga ignorata la vocazione ambientale e turistica di un territorio dalle enormi potenzialità. La nostra contrarietà non è soltanto una posizione di principio, ma si fonda su precise ragioni ambientali, sociali e di sviluppo. Il Consiglio regionale ha già approvato una mia mozione contraria alla realizzazione del CPR e la Giunta regionale è intervenuta con l’istituzione di una nuova Zona di Protezione Speciale e con azioni di contrasto all’abusivismo edilizio. È un percorso che intendiamo portare avanti con determinazione, al fianco delle comunità locali. Chiediamo al Governo di ascoltare le ragioni di questo territorio, fare marcia indietro e rinunciare definitivamente al progetto, a Castel Volturno come altrove”.

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