Provincia di Caserta

Dietrofront! Le scuole superiori casertane non chiudono …per il momento!

Dopo la paventata chiusura di tutti gli Istituti scolastici superiori da parte della Provincia di Caserta, il presidente f.f. Silvio Lavornia ha invece deciso per ora di non firmare alcun decreto di interruzione delle lezioni.

Restano quindi aperti il Liceo Classico Agostino Nifo di Sessa Aurunca, la succursale del Liceo Classico Cirillo di Aversa e l’Istituto Tecnico-professionale Mattei di Caserta, scuole di cui era stata annunciata la chiusura.

Lavornia, dopo aver annunciato che l’ente Provincia a causa del dissesto non era più in grado di provvedere all’attività di manutenzione degli istituti superiori assegnatagli dalla legge, ha così ceduto al pressing del vice-prefetto di Caserta Gerlando Iorio e dell’Ufficio Scolastico Regionale, che si sono sempre detti contrari alla chiusura delle scuole.

Nel contempo, come preannunciato dal governatore Vincenzo De Luca, è stato pubblicato sul BURC (News 2017-05-15 DECRETO) l’avviso pubblico per la richiesta di contributo straordinaria in favore delle scuole casertane che rischiano la chiusura per le mancate certificazioni di sicurezza.

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(Camilla Sgambato con Silvio Lavornia)

In merito ha espresso piena soddisfazione l’onorevole Camilla Sgambato, intervenuta a Radio PRIMARETE nella trasmissione “Via Tescione 143” condotta da Giuseppe Della Mura, confermando altresì il suo attivo impegno affinché tutti gli Istituti scolastici coinvolti siano in grado di portare a termine l’anno scolastico in corso.

I contributi straordinari regionali a valere sul fondo per il diritto allo studio, utilizzati per fronteggiare situazioni emergenziali laddove è concreto il rischio di interruzione dei servizi scolastici per l’anno 2017, saranno destinati in primis agli Istituti Superiori di secondo grado ubicati nel territorio della provincia di Caserta in ragione della situazione di dissesto finanziario dell’ente provinciale.

Le attività che verranno finanziate, fino ad un massimo di 40.000 euro per Istituto, sono le seguenti:

1) interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria urgenti per ripristino della funzionalità di locali scolastici inagibili;

2) interventi finalizzati all’adeguamento degli impianti elettrici ed antincendio, per la messa in sicurezza e per l’ottenimento delle certificazioni di legge necessarie ai fini della continuazione dei servizi scolastici.

Resta il dubbio – ha sottolineato la Sgambato tramite le frequenze di Radio PRIMARETE – sulla ripresa a Settembre in quanto la situazione economica della Provincia di Caserta è molto grave. E’ per questo motivo quindi che, nell’ottica di una nuova politica di spesa per l’edilizia scolastica, sarebbe auspicabile – ha concluso – un impegno diretto da parte del Governo nazionale affinché tutti gli Istituti del casertano possano iniziare regolarmente il nuovo anno”.

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Intanto è stato dissequestrato il cortile esterno dell’Istituto Tecnico Buonarroti di Caserta per consentire l’inizio delle opere all’esterno dell’edificio scolastico

Il Buonarroti, che ospita oltre 700 alunni, è stato chiuso il 9 maggio, a seguito di un’ordinanza di sequestro preventivo richiesto dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere a tutela dell’incolumità degli studenti, per problemi di staticità riscontrati ai pilastri di sostegno.

Si attende ora l’autorizzazione del Genio Civile per dare inizio ai lavori all’intero edificio che dureranno tutta l’estate.

Nel frattempo gli studenti, per completare l’anno scolastico in corso, potranno usufruire della “ospitalità pomeridiana” – concessa dall’amministrazione comunale del capoluogo – delle scuole medie di Caserta “Luigi Vanvitelli” e “Dante Alighieri” mentre il personale amministrativo sarà invece ospitato all’Itis Giordani.

Insomma, viene tamponata in qualche modo l’emergenza, ma la situazione delle scuole superiori casertane era e rimane gravissima.

E la collettività non resta a guardare. Sono infatti in programma a Caserta due manifestazioni di protesta: sabato prossimo, 20 maggio, a scendere in piazza saranno studenti, genitori e docenti mentre martedì 23 sarà la volta dei dipendenti della Provincia che, a causa del dissesto finanziario dell’Ente,  non prendono lo stipendio da due mesi.

(Laura Muratori)

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